Minaccia di avvelenare le marmellate per estorcere 100mila euro alla Zuegg (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Minacce di contaminare prodotti alimentari per ottenere ingenti somme di denaro. È quanto sarebbe accaduto alla Zuegg, azienda alimentare con sede a Verona, finita nel mirino di un presunto tentativo di estorsione. Durante l’udienza del 20 ottobre, davanti al giudice Luciano Gorra, il legale rappresentante della società, Silvano Groppi, ha raccontato le conseguenze delle minacce ricevute: “Avevamo ricevuto delle mail in cui ci veniva intimato di pagare delle somme di denaro importanti se non volevamo che finissero nei supermercati dei vasetti di marmellata Zuegg avvelenati. Molte catene hanno ritirato i nostri prodotti e per l’azienda è stato un danno non indifferente”.
Sul banco degli imputati c’è un triestino di 51 anni, accusato di aver inviato tre email chiedendo 100mila euro. Dopo il rifiuto dell’azienda, sarebbero arrivate altre comunicazioni con la minaccia di aver contaminato un vasetto in un supermercato Conad della Val di Fassa. Un video avrebbe mostrato l’inserimento di solfato di tallio nella marmellata e la successiva richiusura del contenitore.
Le minacce alla birra e ai cavalli: le indagini
Nel mirino sarebbe finita anche la società Martinelli di Villafranca. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe inviato tre email minacciando di iniettare topicida in alcune bottiglie di birra vendute in un punto vendita, chiedendo in cambio 30mila euro. Anche in questo caso, i messaggi sarebbero stati segnalati ai carabinieri.
Le indagini erano partite da Trieste, dove la titolare di un maneggio aveva ricevuto minacce di avvelenare i cavalli se non avesse consegnato denaro. Gli investigatori sarebbero riusciti a risalire alla VPN utilizzata dall’imputato, individuando così anche le comunicazioni inviate alle aziende veronesi. Il procedimento giudiziario è entrato nel vivo con le deposizioni dei testimoni. Il processo prosegue per chiarire le responsabilità e ricostruire nel dettaglio i fatti contestati.
