Sciopero dei tir, il Cdm approva il decreto aiuti: 105 milioni per il gasolio, aiuti anche per agricoltura e pesca (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il blocco degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta provocando pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle merci, soprattutto nel Mezzogiorno. Tra scaffali vuoti nei supermercati, prodotti freschi destinati alla distruzione e difficoltà nei rifornimenti, cresce la preoccupazione per le conseguenze economiche della protesta.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di aiuti da 175 milioni di euro a sostegno di autotrasporto, agricoltura e pesca. Nel dettaglio, sono previsti 105,2 milioni per il settore dei trasporti, 60 milioni per l’agricoltura e 10 milioni per la pesca. Per questi ultimi due comparti si tratta di contributi a fondo perduto validi nel 2026.
Le misure puntano a compensare almeno in parte l’aumento dei costi del carburante e a sostenere le imprese in difficoltà. Intanto, il governo lavora per garantire la circolazione delle merci e la continuità delle forniture, mentre l’incontro con le associazioni degli autotrasportatori è previsto per il 27 ottobre.
Autotrasporto, 105,2 milioni contro il caro gasolio
La parte più consistente degli aiuti è destinata agli autotrasportatori. Il pacchetto comprende ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta relativo alle spese sostenute tra marzo e agosto 2026. L’agevolazione complessiva per questo periodo passa così da 430 a circa 480 milioni di euro, secondo quanto annunciato dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi.
A questa somma si aggiungono 60 milioni per le spese sostenute dal primo settembre al 5 ottobre, portando a 105,2 milioni le risorse destinate al settore nell’ambito del nuovo intervento.
Il decreto introduce inoltre misure per sostenere soprattutto le piccole e medie imprese, tra cui la possibilità di sospendere per sette mesi i leasing degli automezzi, così da preservare liquidità. È prevista anche la possibilità di trasferire in fattura parte degli aumenti del costo del gasolio, ripartendoli tra committenti e trasportatori anche in presenza di contratti non scritti.
Nonostante gli interventi annunciati, la protesta prosegue in diverse aree del Paese e continua a mettere sotto pressione la logistica.
Supermercati vuoti e prodotti freschi destinati allo spreco
Le conseguenze dei blocchi sono particolarmente evidenti nella filiera alimentare. In Campania, Puglia e Calabria diversi supermercati registrano carenze di prodotti deperibili come carne, pesce, latte, frutta e verdura. Anche in Sicilia, dopo la sospensione della mobilitazione in alcune zone, persistono gli effetti dei giorni senza consegne.
Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha denunciato lo spreco di quintali di pesce, sottolineando la gravità di una situazione che rischia di coinvolgere altri alimenti freschi.
Confagricoltura segnala che numerosi produttori sono costretti a distruggere insalata, zucchine, melanzane, pomodori, uva e clementine, perché impossibilitati a raggiungere i mercati. Le perdite mettono a rischio il reddito delle aziende agricole, l’occupazione e la tenuta economica di interi territori.
Difficoltà anche per la filiera lattiero-casearia: nelle stalle il latte resta fermo per giorni senza essere ritirato e, in alcuni casi, viene destinato all’alimentazione degli animali. Secondo Confesercenti, nel Mezzogiorno quattro aziende su dieci incontrano problemi di approvvigionamento alimentare. Aigrim-Fipe segnala inoltre la chiusura di diversi ristoranti.
Fiori, farmaci e carburanti: la crisi coinvolge altri settori
Tra i comparti più esposti c’è quello florovivaistico, in vista delle ricorrenze di Ognissanti e del 2 novembre. Enzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, avverte che i fiori recisi hanno una durata limitata e che il mancato trasporto potrebbe compromettere il raccolto di un’intera stagione.
Anche la Puglia, importante produttrice nazionale di crisantemi, garofani, rose e altri fiori, teme pesanti perdite economiche se le spedizioni verso il Nord non riprenderanno tempestivamente.
La preoccupazione riguarda anche i farmaci. Secondo Vincenzo Santagada, assessore regionale alla Salute e presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli, al momento le farmacie dispongono ancora di scorte, ma eventuali difficoltà nei rifornimenti di carburante potrebbero compromettere le consegne successive.
In Campania aumentano inoltre i distributori rimasti senza benzina e diesel, con lunghe code e ripercussioni sul traffico. Anche il settore delle costruzioni registra le prime difficoltà: Ance Calabria segnala carenze di acciaio e bitume.
