Nordio: "Ampliare le carceri minorili". Il governo esclude per ora di abbassare l’età imputabile (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Ampliare la capienza degli istituti penali minorili e valutare l’utilizzo di sezioni delle carceri per adulti: è la soluzione indicata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio per affrontare l’aumento degli arresti di minorenni, anche dopo i recenti episodi di violenza a Milano.
“Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta. Vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti”, ha dichiarato il ministro a Sky Tg24. Nordio ha spiegato che il sistema penitenziario minorile è in difficoltà e che il governo sta valutando possibili interventi, compatibilmente con le risorse disponibili.
Età dell’imputabilità, nessuna modifica in programma
Tra i minorenni fermati negli ultimi episodi di violenza figurano anche ragazzi di 11 e 12 anni, al di sotto dell’attuale soglia dei 14 anni prevista per l’imputabilità penale. Il governo, tuttavia, non intende modificare per il momento questo limite.
“Non è all’ordine del giorno abbassare ulteriormente l’età per l’imputabilità”, ha precisato Nordio, aggiungendo: “Non sarebbe blasfemo pensare di abbassarla ma ad oggi non abbiamo intenzione di farlo”.
La priorità dell’esecutivo resta quindi affrontare le difficoltà legate alla gestione dei minori arrestati, attraverso un possibile ampliamento delle strutture e una diversa organizzazione degli spazi penitenziari.
Proteste degli autotrasportatori, l’allarme sulle infiltrazioni mafiose
Il ministro ha affrontato anche il tema delle manifestazioni degli autotrasportatori nel Sud Italia, ipotizzando possibili interferenze della criminalità organizzata nelle proteste contro il caro carburante.
“Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che vi sia una strumentalizzazione e una infiltrazione”, ha affermato Nordio.
Il ministro ha poi richiamato le dichiarazioni di un procuratore sul referendum, sottolineando che la presenza della criminalità organizzata non implica necessariamente la capacità di condizionare l’esito delle consultazioni. Ha comunque ribadito la possibilità che gruppi criminali possano sfruttare le proteste per i propri interessi.
