L'attacco armato vicino a Hebron (foto da video) - Blitz Quotidiano
Cinque israeliani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco in seguito a un attacco armato palestinese presso un posto di blocco vicino a Hebron, in Cisgiordania.
Lo scontro è durato circa 20 minuti e alla fine i due palestinesi sono stati uccisi. Secondo fonti palestinesi e funzionari della sicurezza israeliana, ripresi dal Times of Israel, i due uomini armati che hanno compiuto l’attacco sono stati identificati come Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, entrambi residenti in città e di 27 anni. I due appartenevano alla stessa famiglia, sebbene il loro esatto grado di parentela rimanga poco chiaro. Entrambi gli uomini armati sono stati uccisi nello scontro a fuoco con le truppe dell’Idf, l’esercito israeliano.
Netanyahu annulla gli eventi politici e ordina la “chiusura totale” della Cisgiordania
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in seguito alla sparatoria in Cisgiordania ha ordinato al suo partito, il Likud, di annullare tutti gli eventi politici previsti per la mattinata di oggi. In un comunicato, il Likud ha dichiarato che “Netanyahu ha dato disposizione di cancellare tutti gli eventi politici programmati dal Likud per questa mattina, in seguito al grave attentato avvenuto all’incrocio di Giudea”.
Netanyahu ha affermato che Israele sta preparando una “chiusura totale” della Cisgiordania in risposta all’attacco. Secondo il premier israeliano un “attacco su larga scala” è stato evitato: “Ho dato istruzioni alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria (Cisgiordania, ndr) a partire da oggi”, ha dichiarato il premier in una nota a margine di una consultazione con il ministro della Difesa e i vertici delle agenzie di sicurezza dopo l’attentato contro soldati dell’Idf a un posto di blocco nel sud della Cisgiordania. ”Le nostre forze stanno operando con un contingente rafforzato per contrastare il terrorismo e stanno conducendo vaste ondate di arresti. Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e ai loro emissari ovunque e in qualsiasi momento. Non avete nessun posto dove nascondervi”, ha aggiunto Netanyahu.
Ben Gvir: “In Cisgiordania scoppierà la prossima guerra, l’Autorità palestinese va smantellata”
A seguito dell’attacco, il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha chiesto di “smantellare” l’Autorità palestinese: “Non bisogna aspettare che si verifichi un 7 ottobre (in Cisgiordania). È lì che scoppierà la prossima guerra”, ha dichiarato in un comunicato il ministro di estrema destra. “L’Autorità palestinese deve essere smantellata e smilitarizzata”, ha aggiunto.
Gli italiani fermati in Cisgiordania, cinque attiviste verranno espulse
Al di là della vicenda dell’attentato, in Cisgiordania, in queste settimane sono stati fermati diversi operatori italiani che appartengono ad associazioni che solidarizzano con i palestinesi. In molti sono andati, come accaduto anche negli anni passati, ad aiutare la raccolta delle olive, l’unico mezzo di sostentamento per molte famiglie del posto. Diversi connazionali sono stati però fermati dai militari israeliani: è il caso di Manuel Tartarotti e del padre Alberto. Originari di Bolzano, i due avevano raccolto aiuti per Youth of Sumud, un’associazione non violenta palestinese che Israele considera terrorista. I due sono stati fermati e rilasciati dopo 48 ore ed hanno denunciato violenze e maltrattamenti da parte delle autorità israeliane.
Ora è il caso di cinque attiviste italiane fermate ieri in Cisgiordania. L’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il consolato a Gerusalemme sono in stretto contatto con le autorità israeliane, che hanno comunicato che le cinque connazionali dovrebbero essere trasferite oggi presso l’Autorità israeliana per l’immigrazione, in vista della loro espulsione e del conseguente rimpatrio, che potrebbe avvenire già a partire da oggi.
