Alessandro Impagnatiello, l'ex barman di 33 anni condannato all'ergastolo per l'omicidio di Giulia Tramontano, all'arrivo a Palazzo di Giustizia per l'udienza del processo d'appello bis che lo vede imputato, Milano, 26 ottobre 2026. (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
È stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello nel processo d’appello bis per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi e uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023 a Senago, nel Milanese. La Corte d’assise d’appello di Milano è stata chiamata a rivalutare l’aggravante, esclusa nel precedente giudizio di secondo grado, su indicazione della Cassazione. Impagnatiello è già stato condannato all’ergastolo ed è in carcere a Pavia.
Il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione ad Alessandro Impagnatiello comporta “un isolamento diurno di tre mesi” sulla condanna all’ergastolo. Dopo la lettura del verdetto, i familiari della vittima hanno applaudito in aula. Ci sono poi stati abbracci tra la madre, la sorella e il fratello di Giulia e il loro legale Nicodemo Gentile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.
La sorella della vittima: “Impagnatiello non si è mai pentito”
“Mi appello alle nuove generazioni: se volete un esempio da non seguire scrivete su Google ‘Alessandro Impagnatiello’ e vedrete che è una persona che nella vita non si è mai pentita”. Lo ha detto Chiara Tramontano, sorella di Giulia, dopo la sentenza d’appello bis che ha riconosciuto la premeditazione nell’omicidio della giovane. “È entrato in quest’aula credendo di avere il diritto che non gli fosse riconosciuta la premeditazione, quando dovrebbe avere solo il dovere di chiedere scusa, non necessariamente a parole, ma con un atteggiamento che dimostri di sentirle”, ha aggiunto.
Per la sorella di Giulia, la sentenza segna una distinzione netta tra l’imputato e la vittima, oltre che tra le rispettive famiglie. Chiara Tramontano ha parlato di “una famiglia di imbroglioni, bugiardi”, contestando la mancata collaborazione e l’assenza dei familiari di Impagnatiello in aula. “La mia famiglia siede dalla parte dei valori del rispetto e della compostezza, che per loro sono lontani anni luce”, ha detto, definendo la decisione “una giusta sentenza”. “Speriamo che venga mantenuta e di non dover fare nuovamente un viaggio”, ha concluso.
