Youssef Siher (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Youssef Siher, il ricercatore 30enne fermato il 24 ottobre con l’accusa d’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, perché ritenuto l’amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip Tiziana Landoni, svoltosi ieri nel carcere di San Vittore. A quanto si è appreso, l’indagato – considerato dalla Procura di Milano il promotore del “Movimento 17 ottobre” – non ha rilasciato alcuna dichiarazione spontanea.
All’uscita dal carcere milanese, i legali di Siher, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Jasmina Abu Sharar, hanno contestato fermamente l’impianto accusatorio della Procura. “Non ci sono reati, non c’è terrorismo né istigazione a delinquere”, hanno dichiarato i difensori lasciando San Vittore, chiedendo la contestuale liberazione del loro assistito.
