"Se schiatta ci divertiamo", l'agente si scusa con la famiglia di Fakir. Le frasi agli atti, nuova denuncia (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Le frasi pronunciate dai poliziotti mentre bloccavano a terra Abderrahim Fakir, lo scorso 19 luglio, e registrate dalla bodycam accesa da uno dei due agenti rendono ancora più scioccante l’intera vicenda: “Se schiatta ci divertiamo”; “Ca.. me ne frega a me”. Nel video integrale agli atti si sente anche un poliziotto che ad un certo punto, scostandosi dal corpo del 42enne, dice: “Muori va!”.
Le scuse alla famiglia di Fakir e alla Polizia
A tre mesi di distanza, è proprio uno dei poliziotti a definire “inaccettabili” le parole ora trascritte nelle carte dell’inchiesta. “Voglio scusarmi – dice – con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato”.

Il legale dei due agenti, l’avvocato Gabriele Bordoni, sottolinea inoltre che “quelle scuse il poliziotto le fece già due mesi addietro, parlandone con me come difensore; erano espressioni frutto della concitazione, della stanchezza e della grande emozione per quello che aveva vissuto, trattandosi di un ragazzo molto giovane. Ma ciò non toglie – sottolinea comunque Bordoni – che non si addicano ad un servitore dello Stato e che impongano quelle scuse che ora vengono doverosamente ribadite pubblicamente”.
Proprio quelle frasi, hanno spinto l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Abderrahim Fakir, a presentare una nuova denuncia alla Procura di Bologna, ipotizzando reati più gravi di quello attualmente contestato a modello 45-bis, ovvero l’omicidio colposo.
Nel frattempo, leggendo i verbali allegati alla relazione finale dell’autopsia svolta dai consulenti nominati dai Pm, secondo i quali la morte di Fakir è “ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta” – dovuta all’intossicazione di cocaina, all’agitazione psicomotoria e alla posizione prona – emerge con ancora più chiarezza l’aspetto legato alla catena dei soccorsi, dove sempre secondo gli esperti nominati dalla Procura sono emerse “criticità” dal punto di vista della “tempestività” e delle “manovre stesse”.
Potrebbe cambiare la posizione dei volontari della Croce Rossa
Tutta la scena è ripresa poi in soggettiva nel video registrato dalla bodycam di uno dei due agenti. Immagini drammatiche, dove si sente Fakir che continua a gridare, chiedendo “aiuto”, mentre i poliziotti provano ad immobilizzarlo, a terra, prima con le manette (la chiave si spezza) e poi con le fascette ai piedi.
Sono 4, al momento, i volontari della Croce Rossa iscritti nel registro delle annotazioni preliminari. Ma, alla luce anche della riunione tenuta oggi in Procura dai magistrati che si occupano dell’inchiesta, per analizzare la relazione sull’autopsia e capire come procedere la situazione potrebbe presto cambiare.
