(Foto Ansa)
La corsa alla guida di Berlino si complica per Elif Eralp, candidata della Linke alla carica di sindaca, finita al centro di una polemica per i suoi timori nei confronti di esponenti della galassia propalestinese vicini ad ambienti estremisti. A far emergere la vicenda sono alcune annotazioni contenute nella bozza di un’intervista concessa allo Spiegel, dalle quali risulta che l’esponente della Sinistra avrebbe ammesso di avere paura di alcuni simpatizzanti con legami con Hamas, anche per il rischio di esporre la propria famiglia.
Cosa è successo
Secondo la Bild, tra le persone a cui Eralp farebbe riferimento ci sarebbe Ibrahim Ibrahim, 69 anni, sostenitore, secondo il quotidiano tedesco, del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Pflp), organizzazione considerata terroristica dall’Unione europea e dagli Stati Uniti. L’uomo, spiegano, sarebbe apparso a settembre a un’iniziativa elettorale della Linke nel quartiere di Neukölln accanto alla deputata Vanessa Emde, nota per le sue posizioni fortemente critiche verso Israele. Ibrahim, inoltre, avrebbe in passato celebrato Yahya Sinwar, il leader di Hamas considerato tra i principali ideatori dell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele, definendolo “leader risoluto” ed “eroe martire” durante un raduno a Berlino.
Le rivelazioni rischiano di complicare ulteriormente le trattative per la formazione del governo regionale, avviate dalla Linke dopo la vittoria alle elezioni del 20 settembre con Verdi e Spd. Il partito è già sotto pressione per non aver assunto, secondo i critici, una posizione sufficientemente netta contro l’antisemitismo.
Eralp ha replicato assicurando che “la sicurezza della città avrà assoluta priorità” e che si occuperà della protezione di tutti i berlinesi. Intanto, secondo Politico, la candidata starebbe valutando un’azione legale contro lo Spiegel per la pubblicazione delle frasi contenute nelle annotazioni riservate.
