Avvelenate con la ricina, trovate piante vicino alla scuola della cugina di Gianni Di Vita (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, rispettivamente moglie e figlia dell’ex sindaco di Pietracatella, Gianni Di Vita. Gli investigatori stanno approfondendo diversi elementi utili a ricostruire la vicenda e a chiarire le circostanze dei decessi.
Come riportato da Repubblica, l’ultima attività investigativa si è concentrata a Casacalenda, a poche centinaia di metri dall’Istituto delle Scienze Umane, dove lavora come insegnante di sostegno Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita.
Il sopralluogo a Casacalenda e i rilievi sul terreno
Lunedì 19 ottobre, gli agenti della squadra mobile di Campobasso hanno raggiunto il piccolo centro molisano, situato a circa venti chilometri da Pietracatella, per effettuare un sopralluogo in un terreno privato nelle vicinanze della scuola. Nel corso delle verifiche, gli investigatori hanno prelevato alcune piante ed eseguito rilievi fotografici.
La presenza di piante di ricino nelle aree di Pietracatella e Casacalenda non rappresenta una novità. A suscitare interesse è stato, però, il sopralluogo effettuato dalla polizia nella zona. Le immagini sono state documentate dalle telecamere di “Dentro la notizia”, il programma di Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzzi. L’inviato della trasmissione, che si trovava casualmente nei dintorni, è riuscito a riprendere l’attività degli investigatori. A colpire è soprattutto la vicinanza del terreno a una scuola già finita sotto la lente degli inquirenti.
Le verifiche informatiche e il furto dei sette computer portatili
Un altro elemento riguarda gli accertamenti informatici condotti nei quattro istituti scolastici visitati dalla polizia. Secondo quanto emerso, le verifiche avrebbero interessato i server di tutte le scuole, ma soltanto nell’istituto di Casacalenda sarebbe stata realizzata una copia forense di un singolo computer, nello specifico un portatile.
Nella stessa scuola si era verificato anche un furto di sette computer portatili, avvenuto tra il 27 febbraio e il 2 marzo scorsi. Si tratta di un episodio che assume particolare interesse alla luce della cronologia investigativa: proprio in quel periodo, infatti, gli inquirenti avrebbero iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi che la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita fosse riconducibile a un avvelenamento da ricina. Le circostanze restano oggetto di approfondimento e non costituiscono, da sole, una prova di collegamento tra gli episodi.
