Corsa clandestina di cavalli a Catania, arrestato il giovane con il kalashnikov: incastrato dai video sui social (foto da video) - Blitz quotidiano
Una corsa clandestina di cavalli, organizzata l’8 maggio scorso nella zona di Palagonia, nel Catanese, si è trasformata in una scena di caos e violenza. Durante la competizione illegale, infatti, alcune persone armate hanno accompagnato la corsa a bordo di motoveicoli, mentre i cavalli correvano lungo la strada tra urla, clacson e colpi di arma da fuoco.
Tra i protagonisti della vicenda c’è un giovane catanese, accusato di essere vicino al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. L’uomo è stato arrestato il 14 settembre dalla Polizia di Stato di Catania e condotto in carcere. È ritenuto responsabile di porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante di aver agito con l’obiettivo di agevolare l’associazione mafiosa.
Il kalashnikov ripreso nei video
Le immagini registrate dagli spettatori durante la gara hanno avuto una grande diffusione sui social, attirando anche l’attenzione dei media locali e nazionali. Proprio quei filmati sono diventati fondamentali per le indagini.
La Squadra Mobile, su delega della Procura di Catania, ha analizzato attentamente le immagini riuscendo a individuare il giovane che durante la corsa impugnava un kalashnikov. Gli investigatori lo hanno collegato a un gruppo attivo nella zona di San Giovanni Galermo e ritenuto vicino al clan Cappello-Bonaccorsi.
La successiva perquisizione ha fornito ulteriori elementi utili all’identificazione. Gli agenti hanno infatti trovato alcuni indumenti compatibili con quelli indossati dall’uomo nei video e lo scooter utilizzato durante la competizione clandestina.
Altri indagati per la gara illegale
L’inchiesta non riguarda soltanto il giovane arrestato. Nell’ordinanza sono presenti anche altri soggetti che, pur non essendo destinatari di una misura cautelare, risultano accusati di aver partecipato alle competizioni clandestine tra animali in qualità di fantini.
I loro nomi erano già emersi nei giorni successivi alla corsa, quando la Squadra a Cavallo della Questura di Catania aveva effettuato controlli nei luoghi dove erano stati stallati gli equidi coinvolti nella competizione.
Gli animali erano stati sottoposti a sequestro. Le indagini hanno quindi ricostruito una manifestazione abusiva nella quale la corsa dei cavalli si sarebbe svolta in un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose persone, mezzi a due ruote, armi e spari. Le immagini diffuse online hanno infine permesso agli investigatori di identificare uno dei principali protagonisti della vicenda.
