(Foto Ansa)
In Cile l’esecutivo ha sottoposto al Parlamento un disegno di legge che istituisce il “Registro unico degli incidenti e degli atti di vandalismo”, un archivio pensato per raccogliere e sanzionare comportamenti ritenuti contrari alla convivenza pubblica. Tra le condotte incluse figurano l’evasione tariffaria sui trasporti, l’uso di sostanze stupefacenti in spazi pubblici, il blocco delle strade, l’interruzione del traffico e il disturbo della quiete durante eventi o raduni non autorizzati.
Il disegno di legge con il registro
Il catalogo degli atti di vandalismo comprende inoltre danneggiamenti a beni pubblici e monumenti, graffiti, incendi dolosi, utilizzo di ordigni esplosivi, traffico di droga e aggressioni contro rappresentanti delle istituzioni e operatori dei servizi essenziali.
Secondo il governo, la misura punta a rafforzare la tutela degli spazi comuni e a promuovere senso di responsabilità civica, ma le reazioni politiche e sociali sono state immediate e fortemente critiche.
Il punto più controverso riguarda le conseguenze per chi viene inserito nel registro, che perderebbe l’accesso a borse di studio, istruzione superiore gratuita, sconti sui trasporti e pensione universale garantita, oltre a restrizioni su documenti e benefici pubblici. Le opposizioni definiscono il progetto “classista”, sostenendo che colpirebbe soprattutto le fasce più vulnerabili, dipendenti dagli aiuti statali e dai programmi di sostegno sociale complessive.
