Mancetta Svizzera alle vittime di Crans, paghe da fame per i Rider: le inchieste si allargano (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Mancetta Svizzera alle vittime di Crans Montana, paghe da fame ai 20 “rider” (ciclo-fattorini) che operano in Italia. Gira e rigira è sempre una questione di soldi e le Procure vogliono vederci chiaro. Le inchieste si allargano e il caos è alle stelle. Nel dettaglio.
Mancetta svizzera alle vittime di Crans-Montana
Il Consiglio federale svizzero ha deciso di erogare un contributo di solidarietà di 50.000 franchi che sarà versato ad ogni famiglia delle vittime e dei feriti nel rogo di Capodanno. Una misura che si aggiunge ai 10.000 franchi per vittima già disposti nelle scorse settimane dal Cantone del Vallese. La legge svizzera ha fissato un tetto di 20 milioni di franchi su eventuali accordi stragiudiziali. È polemica sui risarcimenti in ballo che dovevano essere molto più alti.
Nei prossimi giorni il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi dovrebbe raggiungere con altri colleghi Sion in un clima di collaborazione con i magistrati svizzeri. I magistrati italiani vogliono visionare gli atti: si ipotizza il disastro colposo e omicidio colposo. Mobilitato anche l’ambasciatore italiano che si è detto disponibile alla istituzione di una squadra investigativa congiunta. La procura di Roma è competente perché 6 delle 41 vittime del rogo sono italiani.
Rider, caporalato digitale
La procura ha acceso un faro sul mondo della Gig-Economy, sui nuovi modelli di caporalato digitale, sui lavori gestiti su piattaforme e da algoritmi di assegnazione. Tutte nuove forme di povertà e di sfruttamento; paghe da fame in contrasto con l’art 36 della Costituzione perché non garantiscono dignità e libertà oltre alla violazione della contrattazione collettiva. Dopo il caso Foodinho-Glovo è in corso un altro controllo giudiziario sul “Deliveroo Italy” che gestisce con i suoi algoritmi 20.000 Riderin tutta Italia. Stanno emergendo testimonianze raggelanti, emerge cioè un duro caporalato digitale.
Rider costretti a lavorare 7 giorni su 7 fino a 11 ore al giorno, con paghe irrisorie. Furioso Landini, leader della Cgil: “Il sistema del caporalato va fermato, basta zone grigie”.
Sono al lavoro i carabinieri che hanno acquisito documenti nelle sedi di 7 grandi clienti (come Mc Donald’s, Esselunga, Carrefour). La società nel mirino ha fatto sapere in una nota che sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità e sta collaborando alle indagini.
