(Foto Ansa)
Una richiesta di denaro inizialmente contenuta, seguita da una pretesa molto più elevata, fino all’intervento dei carabinieri e all’arresto. È la vicenda emersa in un comune del Veneto orientale, dove un ragazzo appena maggiorenne è indagato con l’accusa di estorsione per aver, secondo l’accusa, ricattato la futura suocera minacciando di diffondere informazioni riservate sulla sua vita privata, tra cui una relazione sentimentale che la donna avrebbe intrattenuto da tempo.
La ricostruzione
Secondo quanto ricostruito, la prima richiesta sarebbe arrivata alla fine dello scorso anno. Il giovane, fidanzato della figlia della vittima, avrebbe preteso circa 7mila euro in cambio del proprio silenzio. Convinta di poter chiudere definitivamente la vicenda, la donna avrebbe consegnato il denaro. Dopo alcuni mesi, però, il ragazzo sarebbe tornato a farsi vivo chiedendo una cifra molto più alta: 50mila euro per non rendere pubbliche le informazioni in suo possesso.
A quel punto la vittima si è rivolta ai carabinieri. D’intesa con gli investigatori è stata organizzata una “cessione controllata”, ovvero un finto passaggio di denaro. Durante l’incontro, al momento della consegna, i militari sono intervenuti arrestando il giovane.
Nei giorni scorsi il ragazzo è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell’arresto. Il gip ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari. Assistito dal proprio legale, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di aver chiesto denaro alla madre della fidanzata in cambio della promessa di non divulgare informazioni personali.
Le indagini della Procura proseguono ora per chiarire un aspetto ritenuto centrale: come il ragazzo sia riuscito a entrare in possesso di immagini e conversazioni che sarebbero poi state utilizzate come strumento del presunto ricatto.
