(Foto Ansa)
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Il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli durante le proteste studentesche che stanno interessando diverse città del Paese, con blocchi, violenze e danneggiamenti. “Devono pagare le riparazioni”, ha dichiarato Darmanin ai microfoni di Rtl. Dall’inizio della mobilitazione, circa 2.000 persone sono state poste in stato di fermo, “di cui il 90% minorenni”, e un terzo dei fermati è accusato di violenze contro le persone.
Secondo il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray, dall’inizio della settimana oltre un centinaio di scuole ha subito gravi danneggiamenti. Sono inoltre 65 i dipendenti dell’Istruzione pubblica rimasti feriti, tra cui 40 presidi. Geffray ha rivolto un appello ai genitori: “Devono molto chiaramente mobilitarsi e dire ai loro figli di non andare”, invitandoli a evitare che i ragazzi partecipino a blocchi e manifestazioni. “Ciò che conta, è fare in modo che i nostri figli non siano più in strada perché sono in pericolo”, ha aggiunto.
La protesta è proseguita anche oggi. Secondo fonti di polizia citate da Le Figaro, 600 persone sono state fermate in mattinata. A Parigi sono stati danneggiati gli ingressi di due scuole: al liceo Léonard de Vinci un incendio ha interessato il cancello, mentre in un istituto tecnico del XIII arrondissement le fiamme, partite da una bicicletta e alcuni cestini, hanno raggiunto le griglie d’ingresso. Nella capitale un’auto della polizia e un tram sono stati colpiti da oggetti, mentre a place de la Nation sono stati incendiati alcuni cassonetti. Tensioni anche a Lione, dove la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni. Secondo l’Unione degli Studenti, sono stati inoltre bloccati 25 campus universitari.
