Ris sul posto per fare i rilievi (foto Ansa)
Si chiama Edoardo Crescimanno Ciardiello ha 50 anni e vive a Roma in via della Giuliana, uno stradone non molto distante dal Vaticano. È lui “il cecchino di Prati”, l’uomo che ha sparato dalla finestra della sua abitazione con una pistola ad aria compressa alle donne che passavano in strada. Romano, 50 anni, la sua identità è stata svelata dal Messaggero. Ora è stato denunciato a piede libero dopo essersi presentato insieme al suo legale nella caserma dei Carabinieri di San Pietro per confessare le sue responsabilità.
I militari hanno anche sequestrato l’arma con cui avrebbe sparato. Gli investigatori sarebbero risaliti a lui attraverso i registri di un’armeria in cui avrebbe comprato la carabina ad inizio settembre.
Oltre al 50enne erano sospettate altre tre persone. Nessuno in zona avrebbe pensato però che fosse lui: non era conosciuto e in molti, nel quartiere, sospettavano altre persone. Coardiello viene descritta come una “persona normale”: da poco aveva perso il lavoro e cercava aiuto tra le persone che lo conoscevano. “A marzo è venuto a chiedermi i soldi, era trasandato, si muoveva con una stampella, ma non era aggressivo. Gli ho dato 20 euro ed è andato via” ha raccontato un ristoratore della zona.
Il 50enne ha raccontato di aver usato la pistola ad aria compressa almeno dieci volte: “L’ho fatto per gioco, non volevo fare male a nessuno. Non ce l’ho con le donne” ha confessato durante l’interrogatorio, spiegando di non aver puntato l’arma apposta contro anziani e bambini.
Ferita la scrittrice Cristina Stillitano
Ad essere ferte sono state però solo donne. La scrittrice Cristina Stillitano è una di loro: dopo essere stata colpita al braccio è stata operata e sta bene. Ha una prognosi di 15 giorni. I casi all’attenzione delle forze dell’ordine sarebbero in tutto almeno quattro. Angela Perrone, una commercialista che lavora proprio in via della Giuliana, agli inquirenti ha raccontato di aver sentito “uno spostamento d’aria all’altezza della cinta” per poi accusare un dolore al polpaccio: “sono stata colpita di striscio”. Nessuna ferita grave, a parte un livido dietro la gamba, motivo per cui ha subito declassato l’episodio alla bravata di qualche ragazzino. Poi la notizia del ferimento di Stillitano l’ha convinta a denunciare. Anche perché nel frattempo un’altra testimonianza era arrivata dai titolari di un ristorante della via. Protagoniste, in questo caso, due turiste spagnole, che avrebbero urlato dopo aver sentito il colpo prima di fuggire per la paura.
Ad arricchire il quadro nche un’altra denuncia presentata in questo caso di un uomo, che avrebbe udito dei colpi ad aria compressa spegnersi tra le foglie di un albero poco distante da lui.
Nella mattinata di ieri la sezione balistica del Ris era tornata sul luogo del ferimento ed aveva effettuato i rilievi per la ricostruzione in 3D della scena del crimine con l’obiettivo di capire la traiettoria di provenienza del proiettile. Gli inquirenti hanno ricostruito la traiettoria dello sparo, comprendendo fin da subito che era partito dal palazzo opposto rispetto al marciapiede in cui le vittime stavano passeggiando.
