Agenti dell'Ice (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Heidy Sánchez stava ancora allattando quando gli agenti dell’ICE (la United States Immigration and Customs Enforcement) l’hanno separata da sua figlia. Il suo caso era stato portato alla luce da un articolo della Cnn nel maggio 2025 e qualche giorno fa è stato ripreso anche dal britannico Times. Il sogno americano della donna si è infranto quando a fine aprile scorso era stata deportata dalla Florida alla sua nativa Cuba, nonostante sua figlia e suo marito fossero entrambi cittadini statunitensi. “Il mio seno perdeva latte e tutto quello a cui riuscivo a pensare era quando avrei rivisto mia figlia”, racconta, ricordando il giorno in cui le due sono state separate e lei è stata rimpatriata perché viveva irregolarmente sul suolo americano.
Sánchez era entrata negli Stati Uniti dal Messico nel 2019, poi, nell’ambito del programma “Remain in Mexico”, era tornata oltre confine con lo status di richiedente asilo. Quando era riuscita a rientrare in America, le fu permesso di rimanere e dopo nove mesi di custodia cautelare, fu rilasciata e raggiunse la sua famiglia a Tampa. Lì studiò per diventare assistente infermieristica e conobbe il marito e padre di sua figlia. Ma il fatto che avesse perso un’udienza sul suo status di immigrata e più in generale a fronte delle sorti politiche per gli immigrati cubani, che in precedenza avevano la residenza negli Stati Uniti praticamente garantita e ora non più, il tempo di Sánchez in America era destinato a finire.
Lo scorso aprile, la donna è stata contattata dall’ICE, che l’ha invitata a presentarsi a un appuntamento, che lei pensava fosse solo di routine. Invece, in quell’occasione, gli agenti le hanno comunicato che sarebbe stata presa in custodia e che avrebbe dovuto dare la figlia ai suoi parenti. “Chiama il padre perché venga a prenderla, tu rimani qui”. Questo sarebbe stato detto a Sánchez, come da lei raccontato alla Cnn. “Ho detto loro: ‘Non portate via mia figlia’”. (Da parte sua il Dipartimento della Sicurezza Interna, che collabora con le forze federali, ha più volte negato questa ricostruzione). I legali della donna non sono riusciti a fermare l’espulsione della loro assistita e per questo Heidy vive oggi in una casa fatiscente a L’Avana e spera di potersi ricongiungere con la sua famiglia. Intanto la sua storia è diventata virale e sta tornando in auge in questi giorni in cui l’ICE è al centro delle polemiche per la morte dell’infermiere Alex Pretti, ucciso a Minneapolis dagli agenti federali.
Visualizza questo post su Instagram
