Torino, la storia dell'anziana che ha nominato la badante come unica erede: nipoti indignati e testamento annullato (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Una donna di 80 anni, nel suo testamento, aveva deciso di nominare la sua badante come unica erede. Nel testamento, infatti, erano stati inclusi due appartamenti in corso Casale a Torino e tutti i soldi sui conti correnti. A distanza di circa dieci anni dalla morte della proprietaria quel lascito è stato dichiarato nullo. Secondo il Tribunale di Torino, quando lo aveva scritto l’anziana non era nelle condizioni di comprendere pienamente le conseguenze delle proprie decisioni. La donna che l’aveva assistita dovrà quindi restituire il patrimonio ai tre nipoti della defunta.
Testamento annullato
Tutto è iniziato nel 2009, quando una donna di origini venezuelane era stata assunta per occuparsi dell’anziana, una vedova senza figli che soffriva di diversi problemi di salute. La badante è rimasta al fianco dell’anziana per oltre cinque anni, fino alla morte della donna nel 2015. Tre anni prima di morire, la donna aveva scritto il proprio testamento per esprimere le ultime volontà, dalle quali emergeva l’intenzione di voler lasciare tutto alla sua badante. Dopo la morte dell’anziana, la badante ha quindi ereditato i soldi e i due appartamenti a Torino. Stando a quanto ricostruito dal Corriere della Sera, i nipoti hanno subito contestato il testamento, lamentando già negli anni precedenti una certa difficoltà nel vedere la loro zia accusando la badante di tenerla isolata.
Dopo la scoperta del testamento, i nipoti si sono rivolti alla magistratura. Nel 2022, il procedimento penale ha portato a una condanna della badante per circonvenzione di incapace. Due anni più tardi la Corte d’Appello di Torino ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, senza però cancellare le statuizioni civili riconosciute ai nipoti. La decisione è poi diventata definitiva. A quel punto, il nodo principale da sciogliere era quello relativo all’eredità. Nei giorni scorsi il giudice Simona Gambacorta ha dichiarato nullo il testamento del 2012, disponendo la restituzione degli immobili ai tre nipoti, considerati gli eredi legittimi. La badante dovrà inoltre pagare circa 6mila euro di spese legali.
Le condizioni psicofisiche dell’anziana hanno avuto un peso enorme nella decisione finale: dai documenti sanitari e dalle testimonianze raccolte sarebbe emerso che già all’epoca del testamento l’anziana soffriva di una patologia neuropsichiatrica che ne comprometteva la capacità di esprimere liberamente e consapevolmente la propria volontà. Secondo quanto stabilito dal tribunale di Torino, quando aveva deciso di lasciare tutto alla badante l’anziana si trovava in una condizione tale da non essere pienamente capace di intendere e di volere.
