Troia, scoperta un’agorà di 2.800 anni fa: la città potrebbe essere stata ripopolata molto prima del previsto (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Una nuova scoperta archeologica potrebbe modificare la ricostruzione della storia di Troia. Sulla collina di Hisarlık, nell’odierna Turchia, un gruppo di archeologi coordinato dal Ministero della Cultura turco e dall’Università Çanakkale Onsekiz Mart ha individuato quella che potrebbe essere la più antica agorà del sito, risalente a circa 2.800 anni fa. L’area si trova vicino alla porta meridionale dell’antica città, dove sono stati riportati alla luce i resti di una strada lastricata collegata a uno spazio aperto di forma quasi circolare. Gli studiosi ritengono che potesse trattarsi di una piazza destinata agli scambi commerciali e alla vita della comunità.
I reperti cambiano la cronologia
A sostenere questa interpretazione sono anche diversi reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui frammenti di anfore, vasi e ceramiche risalenti alla prima Età del Ferro. Secondo gli archeologi, la presenza della pavimentazione, delle strutture e dei manufatti dimostrerebbe che l’area continuò a essere frequentata anche dopo la fine della Troia dell’Età del Bronzo. La scoperta è particolarmente importante perché per lungo tempo si è ritenuto che la città fosse rimasta quasi completamente disabitata per diversi secoli dopo il suo collasso, prima dell’arrivo di nuove popolazioni greche nell’VIII secolo a.C.
Troia potrebbe non essere mai scomparsa
Le nuove evidenze suggeriscono invece uno scenario differente: una nuova comunità potrebbe essersi insediata nell’area appena 80-90 anni dopo il collasso della città precedente, riutilizzando anche parti delle antiche mura. Se l’interpretazione sarà confermata dalle future ricerche, il lungo periodo di abbandono ipotizzato finora potrebbe quindi essere molto più breve. La scoperta potrebbe inoltre aiutare a comprendere il passaggio dalla Wilusa citata nelle fonti ittite alla successiva Ilion del mondo greco. L’agorà rappresenterebbe così un possibile elemento di continuità tra due fasi fondamentali della storia di Troia, rimaste finora difficili da collegare con certezza.
