Bce alza ancora i tassi: mutui più cari e famiglie sotto pressione, ecco quanto aumentano le rate (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Giovedì 11 giugno la Banca centrale europea ha deciso di aumentare i tre tassi di interesse di riferimento di 0,25 punti percentuali, portandoli in un intervallo compreso tra il 2,25% e il 2,65%. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare la nuova fase di crescita dell’inflazione, tornata a salire anche a causa delle tensioni energetiche legate al conflitto in Medio Oriente.
Si tratta della prima stretta monetaria dopo quasi tre anni, l’ultima risaliva infatti a settembre 2023, nel pieno della fiammata inflattiva seguita prima alla pandemia di Covid-19 e poi alla guerra in Ucraina. La Bce punta così a raffreddare l’economia per riportare sotto controllo l’aumento dei prezzi.
Perché i tassi influenzano mutui e prestiti
L’aumento dei tassi di interesse è uno degli strumenti principali con cui le banche centrali cercano di frenare l’inflazione. Quando i tassi salgono, aumentano automaticamente anche i costi dei mutui e dei prestiti bancari. L’effetto atteso è quello di ridurre consumi e investimenti, rallentando così la crescita dei prezzi.
Si tratta però di una misura efficace ma impopolare, soprattutto per chi ha un mutuo a tasso variabile. In Italia, la nuova decisione della Bce rischia di tradursi in un ulteriore aumento delle rate mensili, in un contesto già segnato da tensioni sui mercati e dall’aumento dell’Euribor, indice di riferimento per i mutui variabili.
Quanto aumenta la rata di un mutuo medio
Secondo le stime di Facile.it, un rialzo di 25 punti base può avere effetti immediati sulle rate dei mutui indicizzati. Un finanziamento standard da 126mila euro in 25 anni potrebbe vedere la rata mensile salire di circa 16 euro, arrivando a 606 euro.
L’analisi dell’andamento recente mostra una crescita progressiva: a gennaio 2026 la rata era di 578 euro, salita a 579 a marzo, poi a 590 a giugno prima del rialzo Bce. Dopo la decisione, si arriva appunto a 606 euro, con un incremento complessivo significativo nel giro di pochi mesi. Le proiezioni indicano che entro fine 2026 si potrebbe arrivare fino a 626 euro.
Mercati, previsioni e impatto sulle famiglie
L’Euribor a tre mesi ha già anticipato la stretta monetaria, salendo dal 2,01% di fine febbraio al 2,31% di giugno 2026, con effetti diretti sulle rate dei mutui. Anche il Codacons stima che l’aumento possa comportare una spesa aggiuntiva tra 180 e 300 euro l’anno per molte famiglie italiane.
Non tutti i mutuatari saranno colpiti allo stesso modo: chi è all’inizio del piano di ammortamento subirà gli aumenti maggiori, mentre chi è vicino alla fine sarà meno esposto. I mutui a tasso fisso restano invece al riparo, mentre per quelli variabili si apre il tema della sostenibilità delle rate e di possibili rinegoziazioni o surroghe verso il fisso.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Le previsioni indicano uno scenario ancora incerto, con la possibilità che i tassi restino elevati a lungo. Questo potrebbe tradursi in ulteriori aumenti delle rate nei prossimi mesi, fino a livelli vicini ai 626 euro per il mutuo preso a riferimento.
In questo contesto diventa fondamentale per le famiglie valutare attentamente nuove accensioni di mutuo, confrontare le offerte disponibili e monitorare la propria capacità di sostenere eventuali rialzi futuri, in uno scenario economico ancora altamente instabile.
