Come va l'economia? Pil secondo trimestre a +0,2%, ma più tasse e inflazione si mangiano il potere d'acquisto (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% nei confronti del secondo trimestre del 2025.
Pressione fiscale in aumento di mezzo punto
Lo comunica l’Istat confermando la variazione congiunturale e tendenziale del Pil comunicata il primo settembre 2026. La variazione acquisita per il 2026, depurata degli effetti di calendario, risulta pari allo 0,8%.

Nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale è stata pari al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,7%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Potere d’acquisto in calo dello 0,9%
A fronte di un incremento dell’1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.
“Il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio”, spiega l’Istat, evidenziando come in diminuzione sia risultato anche il potere d’acquisto delle famiglie.
