Le bollette dell’energia continuano a pesare soprattutto sui bilanci delle famiglie con meno risorse, che destinano una quota molto più elevata del proprio reddito alle spese energetiche e hanno margini ridotti per affrontare nuovi rincari. È quanto emerge dall’ultimo Bollettino economico della Banca centrale europea, che richiama l’attenzione sulle conseguenze sociali dell’aumento dei prezzi e invita alla prudenza sull’evoluzione dell’inflazione.
Il bollettino
Secondo lo studio della Bce, i nuclei familiari “a più basso reddito” destinano alle bollette circa il 9% del proprio bilancio, contro una media del 5,5% per l’intera popolazione. Una differenza che rende queste famiglie particolarmente vulnerabili, perché “dispongono di minori risorse per assorbire gli shock sui prezzi”.
L’istituto evidenzia inoltre che gli aumenti dei costi dell’energia “erodono le risorse accantonate”. I nuclei economicamente più fragili, infatti, “registrano un tasso di risparmio mediano negativo e pari a circa il -5,8 per cento del reddito disponibile”. Per questo motivo, prosegue il rapporto, “pertanto non dispongono dei risparmi necessari per distribuire i consumi e dipendono quasi interamente dal reddito da lavoro, il che le espone quando la crescita è negativa”.
Nel Bollettino la Bce ribadisce anche la propria linea prudente sul fronte della politica monetaria. In un contesto caratterizzato da “incertezza elevata”, l’istituto avverte che “l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”. Le quotazioni dell’energia, inoltre, “si collocano al momento su livelli” “ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”. Per questo il Consiglio direttivo conferma che “seguirà un approccio guidato dai dati” e “non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.