L’inflazione accelera al 4,2% a settembre, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre anni. Secondo la stima preliminare dell’Istat, per trovare una variazione tendenziale superiore bisogna risalire a settembre 2023, quando l’inflazione aveva raggiunto il 5,3%.
L’accelerazione è legata soprattutto all’andamento dei prezzi degli energetici, sia regolamentati, passati dal +18,6% al +25,9%, sia non regolamentati, dal +17% al +22,2%. Aumentano anche gli alimentari non lavorati, dal +3,8% al +5,5%. L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, sale dall’1,5% all’1,7%.
L’allarme del Codacons: “Una batosta peggiore di ogni previsione”
L’impatto sulle famiglie viene evidenziato dal Codacons. “Una batosta per i consumatori italiani peggiore di ogni previsione”, commenta l’associazione, secondo cui un’inflazione al 4,2% equivale, a parità di consumi, a una maggiore spesa annua di 1.389 euro per la famiglia “tipo”, che arriva a 1.918 euro per un nucleo con due figli. Il Codacons sottolinea inoltre i rincari di elettricità (+19,3%), gas (+20,7%), gasolio (+34,9%) e benzina (+21,8%).
Anche gli alimentari accelerano: i prezzi passano dal +1,2% di agosto al +2% di settembre. “L’allarme prezzi non riguarda più solo l’energia e si estende anche agli alimentari”, afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, secondo cui una famiglia con due figli spenderà 185 euro in più all’anno solo per mangiare e bere.
“L’emergenza nel settore dell’energia e dei carburanti sta determinando rincari a cascata in tutti i settori”, conclude il Codacons, chiedendo al governo di intervenire con urgenza.