Redditi dichiarati, la classifica sorprende: ecco chi guadagna di più secondo i dati fiscali (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Quanto dichiarano davvero al Fisco le diverse professioni? Il confronto tra i redditi medi dichiarati dalle varie categorie professionali restituisce alcuni risultati inattesi. Secondo un’analisi de La Repubblica sui dati di Itinerari Previdenziali, in diversi casi chi possiede o gestisce un’attività dichiara redditi inferiori rispetto ad alcune categorie di lavoratori dipendenti.
È il caso, ad esempio, dei gioiellieri, il cui reddito dichiarato risulta più basso rispetto a quello degli insegnanti. Una situazione simile riguarda i ristoratori, che risultano sotto gli sportellisti delle Poste, mentre i gestori dei bar dichiarano meno degli autisti del trasporto pubblico.
Tra i dati analizzati emergono anche differenze rilevanti nel settore alberghiero. Chi gestisce un albergo dichiara mediamente circa 34mila euro all’anno, una cifra inferiore a quella di un dipendente comunale della prima fascia. Anche il reddito dichiarato dai commercianti risulta inferiore a quello degli insegnanti.
Calciatori al vertice, discoteche in fondo
Le differenze diventano ancora più evidenti quando il confronto si sposta sulle libere professioni. I dentisti, secondo i dati analizzati, si collocano al di sotto dei commercialisti, con una differenza di quasi 20mila euro tra le due categorie.
La distanza è ancora maggiore considerando gli estremi della graduatoria. Al vertice si trovano i calciatori, con un reddito dichiarato medio di circa 250mila euro all’anno. All’estremo opposto compaiono invece i gestori delle discoteche, con un reddito medio dichiarato poco superiore agli 11mila euro annui.
Una cifra che risulta persino inferiore a quella dichiarata mediamente dai lavoratori del settore agricolo. I dati, quindi, evidenziano differenze molto ampie tra le varie categorie, anche quando si tratta di attività imprenditoriali o professionali apparentemente caratterizzate da livelli di reddito elevati.
Isa e Irpef: quanto pesa il reddito dichiarato
Un altro elemento dell’analisi riguarda gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), che attribuiscono ai contribuenti un punteggio da 1 a 10. Tra 1 e 5 vengono individuate situazioni anomale, mentre un punteggio superiore a 8 indica coerenza e trasparenza gestionale e consente di accedere a specifici vantaggi.
Più della metà dei contribuenti interessati dagli Isa non raggiunge la soglia di 8. Questo dato, però, non significa automaticamente che tutti abbiano evaso il Fisco o omesso ricavi. Tra le attività con ricavi fino a 30mila euro, una delle maggiori incidenze sotto quota 8 riguarda gli psicologi. Sopra i 30mila euro compaiono invece ristoranti, lavanderie e negozi di giochi e abbigliamento sportivo.
Nel 2024 sono stati prodotti 1.076 miliardi di euro di redditi, contro i 1.028 miliardi dell’anno precedente. Le dichiarazioni presentate sono state quasi 42,84 milioni, mentre i contribuenti che hanno versato almeno un euro di Irpef sono stati circa 34,1 milioni.
Il divario tra le fasce di reddito resta significativo: poco meno di 8 milioni di contribuenti, pari al 18,78% del totale, dichiarano almeno 35mila euro lordi annui e da questo gruppo arriva circa il 65% dell’Irpef versata. Circa il 70% dei dichiaranti resta invece entro i 29mila euro lordi e contribuisce per il 21,33% del gettito. In cima si trovano infine 58.700 persone con almeno 300mila euro lordi annui: lo 0,1% dei contribuenti, che versa il 6,49% dell’Irpef complessiva.
