(Foto Ansa)
“Il centrosinistra deve uscire dal dilemma pressante, armi sì o armi no”. Lo scrive Goffredo Bettini, già senatore, europarlamentare e deputato del Pd, in una lettera al Corriere della Sera nella quale propone una linea comune per il Campo largo sulla guerra in Ucraina: tregua sulla linea del fronte, fascia smilitarizzata sotto la bandiera dell’Onu, ingresso di Kiev nell’Unione europea ma non nella Nato.
La lettera di Bettini
Secondo Bettini, dopo l’invasione russa “avevamo l’obbligo di aiutare l’Ucraina. Ma, contemporaneamente, dal giorno dopo, avremmo dovuto spingere per la trattativa, il compromesso, la via diplomatica per la pace”.
“Al contrario l’Europa, nella sostanza, ha contribuito ad alimentare il clima guerresco”, aggiunge.
Per Bettini, la questione dell’invio di armamenti deve quindi essere legata alla prospettiva politica. Se si avvia “un percorso vero, pattizio e di tregua”, sostiene, “nel corso di esso è del tutto legittimo e opportuno sostenere la parte dell’Ucraina ancora libera, con armi difensive: che impediscano, nel corso della trattativa, ulteriori danni al popolo ucraino”.
Da qui la proposta: “Tregua sulla linea del fronte. Una fascia smilitarizzata garantita da forze neutrali sotto la bandiera dell’Onu. Sì a l’Ucraina nell’Unione europea. No nella Nato”.
L’obiettivo, aggiunge, deve essere un nuovo assetto di sicurezza europeo secondo un modello mutuato dal trattato di Helsinki, basato sul principio che la sicurezza di una parte non possa andare a detrimento di quella dell’altra.
“Il centrosinistra deve porsi all’offensiva sulle questioni internazionali e nell’interlocuzione europea”, conclude Bettini, secondo il quale il Campo largo non deve subire “il continuo esame peloso dei nostri avversari sulla lealtà e profondità dei nostri principi democratici ed europeisti, dal quale essi stessi si sottraggono”.
