(Foto Ansa)
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La Germania rischia di essere trascinata in un conflitto diretto con la Russia. L’allarme è stato lanciato da Martin Jaeger, capo del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio di intelligence esterna tedesco, durante un’audizione pubblica davanti alla Commissione parlamentare di controllo. Secondo Jaeger, il confronto con Mosca è entrato in una fase nuova e più pericolosa, mentre le autorità tedesche attribuiscono alla Russia una crescente attività di sabotaggio e attacchi ibridi in Europa.
“Il conflitto in cui ci troviamo con la Russia ha assunto una nuova, più pericolosa dimensione: la Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia”, ha dichiarato Jaeger. “Il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio: da nessun altro Paese proviene attualmente una minaccia così diretta, ampia e concreta nei confronti della Germania”, ha aggiunto.
Il riferimento è al tentativo di attacco con un drone contro un aereo cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia, avvenuto ad agosto e attribuito dalle autorità tedesche a Mosca. Jaeger ha sostenuto che i servizi segreti russi abbiano agito “in modo altamente professionale e spietato”. “Il pericolo di attentati contro obiettivi in Germania rimane reale e imminente. Dobbiamo opporci a questo”, ha affermato. E ha aggiunto: “La Russia sta conducendo una guerra nell’ombra contro di noi. Questa guerra non dichiarata non può essere inquadrata nelle tradizionali categorie militari o giuridiche”.
Il capo del BND ha quindi ribadito l’importanza del sostegno tedesco all’Ucraina. “Il sostegno dell’Ucraina è un interesse centrale della Germania. E questo vale anche per l’Europa, e per i partner della Nato. È un’illusione pensare che con la fine della guerra in Ucraina finirà anche lo scontro con la Russia. L’impostazione revisionista di Mosca va oltre l’Ucraina”. E ancora: “E se l’Ucraina fosse sconfitta, le conseguenze per l’architettura della sicurezza dell’Europa e dei paesi Nato sarebbero molto gravi”.
Jaeger ha sostenuto inoltre che la Germania stia diventando “il maggior ostacolo della proiezione egemonica della Russia, e di conseguenza un obiettivo delle azioni russe”. Pur ribadendo che Mosca potrebbe essere in grado di attaccare la Nato entro il 2029, ha precisato: “Attualmente non ci sono piani concreti di attacchi all’alleanza, la Russia è molto impegnata sulla guerra in Ucraina”. Ha però avvertito di “possibili azioni mirate nel Baltico”, finalizzate a “testare la Nato e vedere chi dirà cosa”.
“Il capo dei Servizi – ha spiegato Steffen Meier, il portavoce del cancelliere Friedrich Merz – si è espresso con parole forti e inequivocabili. Sono un po’ sorpreso che frasi del genere possano ancora suscitare tanta sorpresa”. Il governo, ha aggiunto, resta impegnato nella deterrenza “proprio per evitare che vi sia necessità di difendersi”.
