(Foto Ansa)
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Giornata chiave sul fronte mediorientale, tra segnali di distensione, reazioni politiche e impatti immediati sui mercati. In linea con il cessate il fuoco in Libano, l’Iran ha annunciato la riapertura completa dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale per tutta la durata dell’intesa. Il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha parlato di una rotta “coordinata” e pienamente operativa, sottolineando il ritorno alla normalità su uno snodo cruciale per il commercio globale di energia.
La svolta ha avuto effetti immediati: il petrolio è crollato, con il Wti arrivato a perdere fino al 10%, mentre le Borse europee hanno festeggiato. Milano ha chiuso in forte rialzo (+1,75%), trainata dai titoli industriali e finanziari, mentre sono scivolate le società energetiche. Bene anche Francoforte (+2,27%) e Parigi (+1,97%), più cauta Londra.
Sul piano politico, il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il risultato: “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il transito. Grazie!”. E ancora: “L’Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo”. Trump ha inoltre parlato di un accordo “quasi completo” con Teheran, sostenendo che l’Iran avrebbe accettato di sospendere il proprio programma nucleare “in modo illimitato”.
Parole che si inseriscono nel lavoro dei “volenterosi”, il gruppo di Paesi impegnati a garantire sicurezza nella regione. Il premier britannico Keir Starmer ha accolto con favore l’annuncio iraniano, ma ha avvertito: “Abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale”. Sulla stessa linea Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di una presenza navale internazionale “esclusivamente difensiva”, utile a rassicurare il traffico marittimo e sostenere operazioni come lo sminamento.
