(Foto Ansa)
L’eventuale trasmissione in diretta streaming dell’esecuzione di Nidal Malik Hasan, condannato per la strage di Fort Hood del 2009, equivarrebbe a una forma di tortura e violerebbe il diritto internazionale. È la posizione espressa dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dopo l’annuncio delle autorità statunitensi sulla possibilità di rendere pubblica la fucilazione.
“La trasmissione in diretta streaming di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”, ha affermato l’Ufficio dell’Alto Commissario in una dichiarazione inviata all’Agence France-Presse (Afp).
La portavoce Shabia Mantoo ha ribadito la posizione dell’Onu durante un briefing: “Il divieto assoluto di tortura vieta le esecuzioni pubbliche”. Inoltre, “Il mancato rispetto di tale divieto renderebbe inevitabilmente l’esecuzione arbitraria, configurando una violazione del diritto alla vita”. Mantoo ha quindi ricordato che, come già sottolineato dall’Alto Commissario in relazione alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, “tali esecuzioni costituiscono una forma di trattamento o pena crudele, inumano o degradante”.
L’annuncio di Pete Hegseth
La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, che aveva annunciato l’intenzione di consentire al pubblico di assistere alla fucilazione. “Affronterà un plotone d’esecuzione composto da soldati. Com’è giusto che sia”, aveva dichiarato in un’intervista con l’attivista politico Jack Posobiec. “Faremo in modo che la gente possa vederla. Che sia pubblica. Perché le persone devono capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni”.
Hasan, ex psichiatra dell’esercito, fu condannato per aver ucciso 13 persone e feritone altre 32 nella sparatoria del 2009 alla base militare di Fort Hood, in Texas. L’esecuzione è stata indicata per il 3 dicembre, dopo l’approvazione del presidente Donald Trump. Se confermata, sarebbe la prima esecuzione militare statunitense dal 1961.
