Nucleare all’ultimo miglio: mercoledì atteso l’ok definitivo nell’aula del Senato (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Nucleare all’ultimo miglio: mercoledì è atteso l’ok definitivo nell’Aula del Senato. Il ddl delega è già stato approvato dalla Camera lo scorso 4 giugno. Dunque manca poco: martedì la discussione, mercoledì 23 settembre il voto finale. Incassato il provvedimento, il governo passa alla costruzione del quadro normativo necessario al ritorno dell’energia nucleare nel mix nazionale. E’ il caso di ricordare che l’atteso semaforo verde non vuol dire che il governo abbia l’autorizzazione immediata alla costruzione di nuove centrali nucleari ma comunque è in possesso del primo tassello legislativo per disciplinare ricerca, sperimentazione, costruzione ed esercizio degli impianti. La delega guarda alle tecnologie nucleari e alla fusione. E’ ragionevole ipotizzare che entro fine anno il governo dovrebbe varare tutti i decreti legislativi per il ritorno alla produzione. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin è fiducioso: intorno al 2033-2034, dice, “ci sarà l’ingresso del nucleare nel mix energetico”.
Rinnovabili a passo di lumaca
Oggi in Italia le fonti green coprono il 20,5% dei consumi. Siano in ritardo. Il riscaldamento è fermo poco oltre il 20% rispetto al 36% circa richiesto alla fine del decennio; le rinnovabili procedono a passo di lumaca, siamo ad un terzo dall’obbiettivo; il fotovoltaico produce meno dell’idroelettrico. Morale: l’Italia è lontana dagli obiettivi ambientali ed energetici di Agenda 2030. Serve una accelerazione.
Una storia che si trascina da oltre mezzo secolo
Il nucleare in Italia non ha mai avuto vita facile. Si è cominciato a parlare della costruzione di quattro centrali nel 1959. Fatto. Nel periodo 1964-1990 nel Bel Paese c’erano in funzione 4 centrali nucleari e nel 1986 si è registrato il picco della produzione. Poi una serie di complicazioni. Nel 1987 un referendum abrogativo ha bloccato il primo nucleare italiano. Nel 2008 il governo Berlusconi ha presentato la “Strategia energetica nazionale” che prevedeva appunto anche il nucleare ma, tre anni dopo, un nuovo referendum abrogativo, ha bocciato con il 94% le norme che consentivano il ritorno al nucleare. Nel 2023 Mase e Mimit (due ministeri) hanno annunciato un piano di sviluppo e ricerca della tecnologia sul nucleare pulito, avanzato e sicuro. Il resto è storia recente. Staremo a vedere.
