Giro d’Italia, il tedesco Ackermann ha vinto la tappa di Tortona. La classifica generale

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 17 Maggio 2023 - 18:06 OLTRE 6 MESI FA
Giro d'Italia, foto Ansa

(foto Ansa)

Il tedesco Pascal Ackermann 29 anni, alfiere della UAE Team Emirates ha vinto al fotofinish sull’azzurro Jonathan Milan la 11ma tappa del Giro d’Italia. Primo sul traguardo di Tortona dopo 218 km. di trasferimento. Ma la tappa sarà ricordata per la rovinosa caduta del campione britannico Geoghegan Hart,pilastro della Ineos, la corazzata inglese che ha già perso anche Ganna.

La tappa più lunga del giro

Undicesima tappa, la frazione più lunga. Da Camaiore a Tortona: 219 km, 2.770 metri di dislivello. Dalla Versilia alla sponda destra dello Scrivia, il fiume che nasce a Genova (Monteggio) e finisce nel Po dopo aver bagnato un territorio ricco di storia europea; a Marengo, piana di Alessandria, Napoleone battendo gli austriaci sanzionò definitivamente il proprio dominio su gran parte del vecchio continente (14 giugno 1800). Ne è uscita una tappa vivace.

Partenza alle 11.50, Carovana falcidiata da 34 ritiri (13 solo nella decima tappa tra cui Evenepoel ); altri 8 ritiri di giornata con tre italiani: Gandin, Cattaneo, Vendrame. Dopo un quarto d’ora sei corridori vanno in fuga, fanno indisturbati lo sprint di Borghetto e Busalla e i valichi del Braccio, di Boasi e della Castagnola.Stojnic vince tutti i cinque traguardi. Il gruppo comunque controlla a debita distanza. Colpo di scena a 69 km dal traguardo: rovinosa caduta di Geoghegan Hart, barella, ritiro. Il Giro è sempre più povero. Il britannico era terzo in classifica generale a soli 5” dal leader Thomas. Cade e si ritira anche Rodriguez. I fuggitivi resistono ma il margine è esiguo (1’). Comincia un’altra corsa. Il gruppo si scuote. Davanti restano in due (Stojnic e Rex). Ai -30 km il vantaggio dei due battistrada è sempre sul minuto. 

Finale spumeggiante

Ultimi 20 km. La reazione del gruppo si fa sentire. Il gap è di soli 29”. A Serravalle Scrivia Laurenz Rex stacca Stojnic e se ne va. Si mette in vetrina per una decina di km. A Cassano Spinola il gruppo “inquadra” il gigante belga (1,93) lo mette nel mirino, lo bracca e lo raggiunge a 5,1 km dall’arrivo. È stato in fuga 209 km. Chapeu. Si formano i “treni”. È bagarre. Volata esplosiva. Gli uomini jet aprono il gas a 300 metri dalla linea d’arrivo. Vince Ackerman su Milan al fotofinish. Questione di millimetri. Rammarico azzurro. Terzo Cavendish, quarto Pedersen. ORDINE DI ARRIVO Primo Hackermann in 5h09’02” secondo Jonathan Milan, terzo Cavendish. A seguire: Pedersen (4), Oldani (5), Albanese (6), Mayrhofer (7), Ballerini (8), Consonni (9), Marit (10).

La nuova classifica generale

Primo Thomas secondo Roglic (+2”) terzo Almeida (+22”) a seguire: Leknessund (+35”), Damiano Caruso (+1’28”). Jonathan Milan conserva la maglia ciclamino ( classifica a punti) precedendo Pedersen. Davide Bais conserva la maglia azzurra di miglior scalatore con 104 punti, secondo Thibaut Pinot con 50 punti. Almeida è primo nella classifica miglior giovane con 13” di vantaggio su Leknessund .

Il frettoloso addio di Evenepoel

Continua la discussione sul ritiro del campione del mondo tra sospetti, immancabili maldicenze, forti dubbi. Accolto al Giro d’Italia come un re e con un robusto ingaggio di un milione, Renco Evenepoel ha fatto in fretta i bagagli ed è tornato a casa, in Belgio. Colpa del Covid? Mah! Gli e’ che il suo medico, il focoso e noto Yan Vanmol alla radio nazionale belga, ha “sparato “ sugli organizzatori della Corsa Rosa acccusandoli di negligenze, come le “mancanze dei controlli del virus”; controlli che, guarda un po’, spettano da regolamento al team. Morale: Remco sta bene (“solo un raffreddore “), è al calduccio e può tranquillamente pensare al Tour de France (luglio) e al Mondiale (agosto). E,volendo il dottor Vanmol, anche pensare al conto in banca. TAPPA N. 12 (giovedi 18 maggio 2023) Da Bra a Rivoli. Frazione tutta piemontese di 179 km. Classica tappa di trasferimento. Con un finale impegnativo rappresentato dal Colle Braida, salita dura con un dislivello di 700 metri e una pendenza massima del 12%.