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Schiaffo europeo a Beppe Grillo: lui tradisce Farage e i liberali non lo vogliono nel loro gruppo

M5s, addio a Farage: 78,5% dice sì ai liberali in Ue. Ma l'Alde non li vuole

M5s, addio a Farage: 78,5% dice sì ai liberali in Ue. Ma l’Alde non li vuole

ROMA – Schiaffo a Beppe Grillo dai liberali europei. E figura piuttosto di…davanti al resto d’ Europa, con una mossa, quella del tradimento, che nel nord del continente considerano connaturata alla tradizione italiana. E Beppe Grillo si è confermato nel solco della migliore tradizione italiana.

Lapidario il giudizio di Matteo Salvini:

San raffaele

“Per chi si presentava agli italiani come ‘la rivoluzione’ in Italia e in Europa, è una misera fine”. A Grillo e a quelli del M5s interessava ” qualche poltrona in più  e qualche presidenza di commissione in più”.

Il Movimento 5 stelle, detto addio a Nigel Farage in Europa, annunciando l’uscita dal gruppo parlamentare comune con Ukip, voleva passare ai liberali. Ma i liberali eruopei non hanno voluto né Grillo né i suoi descamisados. lasciandoli fuori al freddo.

La proposta di Beppe Grillo di cambiare gruppo è stata approvata dal 78,5% dei partecipanti al voto on line indetto da M5s sulla proposta di passaggio all’eurogruppo di Alde in Europa. Al voto hanno preso parte meno di 41 mila iscritti.

Alla votazione, si legge sul blog di Grillo, “hanno partecipato 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all’Alde il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell’Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti”, ovvero nel gruppo Misto. Al voto ha partecipato lo stesso numero di iscritti della consultazione sul codice etico, mentre a ottobre 2016 al voto sul “Non-statuto e regolamento” erano stati oltre 135mila gli attivisti che avevano preso parte alla votazione online.

La decisione ha provocato malumori proprio tra i membri dell’Alde, il gruppo guidato da Guy Verhofstad che avrebbe dovuto accoglierli, tanto che a poche ore dalla decisione l’alleanza è saltata e lo stesso capogruppo ha annunciato:

“Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa”.

La reazione di Grillo non si è fatta attendere e in un post sul blog punta il dito contro l’establishment che

“ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Ora continuerà l’attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm”.

Sia i francesi che i tedeschi infatti si erano da subito detto contrari all’entrata degli europarlamentari M5s nel loro gruppo e avevano annunciato una serie di misure per bloccargli l’ingresso. Intanto Luigi Di Maio, parlamentare M5s e vicepresidente della Camera, ha commentato la scelta come “solo tecnica e non politica“, ribadendo che “vedrete le nostre scelte quando voteremo”. Intanto Matteo Salvini, leader della Lega Nord, apre ai grillini delusi: “Porte aperte a chi vuole combattere contro l’Europa”.

Francesi e tedeschi invwece non ce li vogliono. Affinché gli europarlamentari M5s possano entrare nel nuovo eurogruppo la mozione dovrà essere approvata con la maggioranza di due terzi, cioè 23 voti su 68, dai membri dell’Alde. Marielle de Sarnez, capo delegazione, ha dichiarato:

“Con questa mossa Guy Verhofstadt ha perso quella piccola possibilità che aveva di fare un accordo con i socialisti e diventare presidente del Parlamento europeo. Inoltre, da domani sera (quando si voterà per l’ampliamento del gruppo, ndr), comunque andranno le cose, il gruppo Alde è come se non esistesse più. Farò di tutto per impedire che succeda. Sarebbe un’alleanza empia”.

La voce contraria di de Sarnez va ad aggiungersi a quella già espressa pubblicamente dalla collega eurodeputata francese Sylvie Goulard. A quanto si apprende, anche nella delegazione spagnola dell’Alde ci sarebbero ancora dubbi sulla linea da tenere in vista del voto domani, anche se la riserva sarà sciolta solo a ridosso del voto. Secondo fonti del gruppo, altri sarebbero reticenti ma non del tutto contrari. E così alla fine il capogruppo Verhofstadt ha ceduto e ha annullato l’alleanza:

“Non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde”.

Anche tra gli elettori M5s non mancano i malumori e Luigi Di Maio ha provato a rassicurarli, spiegando che si è trattata di una scelta tecnica:

“Nell’Europarlamento la scelta del gruppo è una questione tecnica, vedrete le nostre scelte quando voteremo. Se l’adesione ad un gruppo fosse per affinità politica, allora avremmo sbagliato gruppo. Siamo contrari agli Stati Uniti d’Europa nel lungo periodo e vogliamo subito un referendum sull’euro”.

Ai delusi apre però una porta Salvini, leader della Lega Nord, che ha commentato così il voto online di M5s:

“Le porte della Lega sono aperte per tutti gli elettori e gli eletti M5S che in buona fede vogliono continuare a combattere questa Europa e questo Euro noi siamo assolutamente convinti che senza il controllo della moneta l’Italia non ripart. Con oggi il M5S entra nel partito più europeista di tutti, quello di Monti e di Prodi, e passa dalla rottamazione alle poltrone”.

Si tratta, ha aggiunto Salvini, di “uno scambio di poltrone”: gli europarlamentari M5s voteranno il candidato di Alde Verhofstadt

“come presidente del Parlamento europeo, e in cambio avranno qualche poltrona in più  e qualche presidenza di commissione in più. Per chi si presentava agli italiani come ‘la rivoluzione’ in Italia e in Europa, è una misera fine”.

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