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Assorbenti, l’alternativa ecologica: spugne marine

BARCELLONA – Assorbenti, l’alternativa ecologica sono le spugne. Avete capito bene: spugne marine, che non inquinano. La proposta, che ha quanto meno del sorprendente, arriva dalla cittadina spagnola di Manresa, dove alcuni abitanti hanno lanciato una petizione per incoraggiare l’uso di spugne e altri prodotti eco-compatibili al posto degli assorbenti. 

“Molti prodotti fanno male alla salute delle donne, sono insostenibili a livello di impatto ambientale e costano molto, pur essendo beni di prima necessità”, sostengono i promotori della petizione, del partito catalano di sinistra CUP (Candidatura di Unità Popolare).

La proposta, che verrà dibattuta in consiglio comunale, cerca di promuovere alternative agli assorbenti, come “coppette mestruali, teli assorbenti riutilizzabili e spugne”. Addirittura ci sarebbero anche delle spugne marine che si potrebbero prestare ad essere utilizzate come assorbenti interni.

“Noi non vogliamo vietare gli assorbenti, ma solo che le donne sappiano che ci sono delle alternative più sane e naturali”, ha spiegato il portavoce del CUP, Jordi Masdeu, al quotidiano The Local. “Pensiamo che questi metodi alternativi siano migliori perché più sani per il corpo, più economici ed eco-compatibili, ma non vogliamo costringere nessuno ad utilizzarli”.

Una spugna mestruale può durare fino a sei mesi se viene usata in modo corretto. Tutte le alternative naturali agli assorbenti significano anche meno rifiuti. In media una donna butta via tra i 100 e i 130 chili di assorbenti nella propria vita.

 

 


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