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Calais: volontari e volontarie nella “giungla” per avere rapporti con rifugiati anche minorenni

CALAIS – I volontari nella Giungla di Calais, il campo profughi, sono stati accusati di avere rapporti se****li con i rifugiati, alcuni dei quali si ritiene siano minorenni.

Le rivelazioni hanno scatenato commenti furiosi su Facebook e alcuni volontari sostengono che le accuse avrebbero dovuto rimanere segrete e criticato chi le ha denunciate.

Secondo la persona che ha dato il via alle rivelazioni, alcuni volontari usufruiscono del giro di del campo mentre altri, in un giorno, hanno rapporti con più persone.

Altri operatori umanitari, riporta il Daily Mail, si sono lamentati che operatori umanitari senza scrupoli stanno scambiando il campo per un allegro “è gratis per tutti” e che “hanno difficoltà a tenerlo nei loro pantaloni”.

Le accuse sono emerse da una conversazione su Facebook, riguardante un gruppo di solidarietà che da allora è stata cancellato.

Si sosteneva, inoltre, che le volontarie abbiano più probabilità di avere rapporti se***ali con i migranti rispetto a qualsiasi altra combinazione. Una di loro, si è guadagnata una “pessima reputazione” per essere andata a letto con i rifugiati e le è stato chiesto di lasciare il campo.

La persona che ha dato l’avvio alle rivelazioni sul social network, ha affermato di aver sentito di “ragazzi minorenni che hanno avuto rapporti se**uali con i volontari” e che “tutto quello che ho ascoltato è solo una piccola parte di una più ampia scala di abusi” ma è stato duramente criticato.

Secondo l’Independent, alcuni volontari ritengono che avere rapporti con i rifugiati sia “naturale”, mentre altri che rompano il “codice usuale di condotta”.

L’UNHCR annuncia una politica di “tolleranza zero” per quanto riguarda lo sfruttamento dei rifugiati in tutti i campi.

Tuttavia, alcuni dei gruppi di volontariato nel campo, non hanno chiaramente definito il “codice di condotta”, mentre altri si lamentano dei cosiddetti “volontari indipendenti” che non sono collegati ad alcun gruppo in particolare.

Clare Mosely, fondatrice della Care4Calais, ha detto all’Independent:”Non è risconosciuto come un campo profughi ufficiale, si tratta di un insediamento illegale. Per questo non possiamo costringere le persone ad allontarsi ed è tutta qui la difficoltà”.

Care4Calais ha una politica di “tolleranza zero” per quanto riguarda i rapporti sessuali tra volontari e profughi. Un volontario ha scritto su Facebook:”Praticamente non è diverso dal turismo ” mentre un altro ha aggiunto “Così le preoccupazioni riguardo allo sfruttamento di persone vulnerabili dovrebbero essere mantenute private, all’interno del gruppo?”.

“E’ un argomento molto importante – ha scritto – e va discusso apertamente. La stampa è un mezzo valido per proteggere le persone vulnerabili, esattamente come è stato per i bambini abusati per anni negli orfanotrofi e nella Chiesa cattolica”.

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