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Chiesa d’Inghilterra, guerra tra chierici gay e vescovi

LONDRA – La Chiesa d’Inghilterra ha accusato i chierici omosessuali, definendoli “irresponsabili”, per aver dichiarato che almeno 11 vescovi sono presumibilmente gay. I funzionari hanno avvertito che le dichiarazioni potrebbero portare a una caccia alle streghe, danneggiando quei preti che non sono stati coinvolti nella discussione.

Ne è  seguito un weekend di crescenti tensioni tra gruppi pro e contro i diritti gay nella Chiesa, secondo quanto riporta il Daily Mail. Questo mese, si terrà un incontro con più di 100 vescovi, che discuteranno dell’atteggiamento della CofE (Church of England) sull’omosessualità, sulla scia degli incontri segreti nel parlamento clericale, il Sinodo generale, avvenuti nel mese di luglio. Le cosiddette sessioni “safe-space”, sono state organizzate per far nascere la fiducia tra clero e laici, su entrambi i lati della questione. Ma la campagna tenuta questo weekend dai preti omosessuali e dai loro sostenitori, sembra sia stata progettata per far pressione al collegio dei vescovi, che si riunirà il prossimo fine settimana.

Venerdì scorso, il vescovo di Grantham ha rivelato la propria omosessualità in un’intervista al Guardian: “Non è stata una mia decisione fare una questione così grande sul mio coming out. Le persone sanno che sono gay”.

Domenica 4 settembre , un gruppo di 14 sacerdoti gay sposati hanno chiesto alla CofE un “allentamento” sulle regole delle relazioni omosessuali. Uno di questi, il reverendo Colin Coward, fondatore del gruppo gay “Changing Attitude”, ha detto al Sunday Times: “Ci sono almeno altri 10 vescovi della Chiesa che sono gay, molti dei quali in qualche tipo di rapporto. Vorrei incoraggiare i vescovi ad essere più aperti, ma non a fare coming out contro la loro volontà”.

Tuttavia, l’affermazione, insieme al numero di presunti vescovi gay, ha provocato una reazione infuriata della Chiesa, che ha detto in una dichiarazione:”Questo tipo di osservazioni vanno liquidate come speculazioni. E’ sorprendente che certi di gruppi, che pretendono di sostenere lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali cristiani, promuovano determinate, irresponsabili tattiche che potrebbero portare solamente al tentativo di identificare i singoli vescovi”.


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