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Colonia celebra donne, carnevale e…polizia

Colonia celebra il carnevale e le donne, la polizia vigila e gli agenti in strada saranno il doppio rispetto a un anno fa

COLONIA – Colonia celebra il carnevale e le donne, la polizia vigila e gli agenti in strada saranno il doppio rispetto a un anno fa. Partono i tradizionali festeggiamenti del carnevale nella città tedesca, festeggiamenti che quest’anno avranno anche il compito di esorcizzare il triste ricordo dell’ultima festa di piazza, quella di Capodanno finita con centinaia di denunce per molestie e stupro. Le donne tornano in piazza e il clima è inevitabilmente teso: come se non bastasse l’allerta terrorismo l’attenzione è tutta volta a evitare ulteriori raid violenti contro le donne.

Schierati 2000 agenti (a carnevale 2015 erano 1000), aumentata l’illuminazione in strada, istituito un “security point”, più videosorveglianza: queste alcune delle misure messe in campo. Su Twitter è nato l’hashtag #tutteacolonia, come messaggio di solidarietà alle donne tedesche. Ha aderito anche Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato:

“Andare a Colonia il 4/5 febbraio è un atto di europeismo forte, vuol dire andare a difendere nello stesso tempo i valori dell’accoglienza, della tolleranza e del rispetto, che fanno del nostro continente un faro di civiltà, ma vuol dire anche chiedere che i temi posti dall’immigrazione, dal mescolarsi di culture spesso molto diverse, da forme ed equilibri di convivenza che dobbiamo costruire giorno dopo giorno, non vengano espulsi dall’agenda politica una volta spentisi i riflettori su queste violenze”.

Non solo. A Colonia i migranti (e non solo loro) sono andati a “lezione di Carnevale”. Assistenti sociali e mediatori culturali hanno spiegato negli ultimi giorni la tradizione della festa nella città. Circa 150 migranti, tanti mascherati, hanno partecipato al corso organizzato dalla Caritas, con tanto di performance di samba da parte di una band locale e consigli su come divertirsi nei cinque giorni della grande festa senza superare la linea di quanto è lecito. Peter Schmitz, un operatore della Caritas ha voluto sottolineare che l’idea dei corsi risale a novembre, e che dunque “in realtà nulla ha a che fare con quanto avvenuto a Capodanno” e che si tratta di un’iniziativa diretta non solo ai rifugiati. Una delle slide mostrate, e dirette in particolare agli uomini, si legge che “se vi comportate bene, in modo carino, gentile e non insistente potrete avere successo con le donne”.