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Antonio Tagliata uccise i genitori della fidanzata: lei rischia 18 anni di carcere

ANCONA – Antonio Tagliata, 19 anni, uccise Fabio Giacconi e Roberta Pierini lo scorso 7 novembre ad Ancona. Un omicidio premeditato e organizzato dal giovane insieme alla figlia di 17 anni della coppia uccisa, per cui il pm del tribunale dei minori ha chiesto una condanna a 18 anni di carcere. Una condanna che comprende lo sconto di un terzo di pena previsto dal rito abbreviato.

La sentenza del gup Francesca Giaquinto è prevista per il 26 luglio e intanto il procuratore ha chiesto 18 anni per la ragazza, accusata di complicità nell’omicidio dei genitori insieme al fidanzato Tagliata. La colpa dei genitori è stata quella di aver ostacolato la storia d’amore dei due giovani, che così insieme avrebbero organizzato l’omicidio.

Nel giorno di lunedì 25 luglio è stata un’udienza fiume durata 10 ore quella in cui le parti, il procuratore per i minori e la difesa – gli avvocati Paolo Sfrappini e Augusto La M – hanno illustrato le loro conclusioni davanti al gup dei minori. La giovane, che ha 17 anni, era presente in aula e in alcuni frangenti ha pianto ascoltando la ricostruzione di quei tragici momenti. Secondo l’accusa, la ragazza, detenuta nell’istituto minorile di Nisida, sarebbe stata complice a tutti gli effetti nel duplice delitto: arrivò con l’ex fidanzato a casa dei genitori, sarebbe stata consapevole che la pistola cal. 9×21 portata da Antonio era vera, aprì la porta, lo avrebbe istigato a uccidere gridandogli di sparare e poi scappò con lui. Il procuratore ritiene dunque credibile la ricostruzione fornita Tagliata, che ha confessato il delitto.

Tutt’altra versione dei fatti hanno fornito i difensori, secondo i quali invece la ragazza sarebbe stata assolutamente estranea al massacro e andò poi via con l’ex fidanzato solo per paura: la ragazza, hanno ribadito, era convinta che l’arma mostratagli da Antonio fosse finta e che l’incontro con i genitori doveva essere solo un chiarimento. Sulla presunta istigazione a sparare, i legali hanno respinto l’ipotesi: Antonio sparò all’improvviso, hanno osservato, e colpì prima la Pierini, smentendo il fatto che la ragazza avesse gridato all’ex fidanzato di sparare per proteggerlo dal padre in procinto di aggredirlo.

Nel procedimento parallelo, il 27 luglio prossimo, lo psichiatra Vittorio Melega illustrerà al gup del tribunale di Ancona i risultati della perizia disposta su Antonio Tagliata che attualmente è detenuto nel carcere di Castrogno, in provincia di Teramo.