Cronaca Italia

Fabrizio Corona, anche Belen Rodriguez e Cecilia tra i 200 testimoni al processo

Fabrizio Corona, anche Belen Rodriguez e Cecilia tra i 200 testimoni al processo

MILANO – Al processo che vede imputato Fabrizio Corona saranno oltre 200 i testimoni convocati in aula a Milano. Tra loro anche Belen Rodriguez e la sorella Cecilia, che saranno chiamate al banco dei testimoni nell’inchiesta che vede il fotografo imputato per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione dopo che in una sua casa in Austria è stato trovato un tesoretto da 2,6 milioni di euro.

Sono state le difese di Corona e di Francesca Persi, la storica collaboratrice anche lei imputata, con i legali Ivano Chiesa, Luca Sirotti e Cristina Morrone, a citare da sole ben 190 testimoni, tra cui la showgirl ed ex fidanzata di Corona, molti agenti e collaboratori e Geraldine Darù, ex collaboratrice dell’ex agente fotografico poi diventata teste chiave dell’accusa.

“Noi dimostreremo la provenienza lecita di quei contanti e quando sono stati incassati”, hanno detto i difensori che tra i testi hanno indicato anche un “consulente numismatico”.

Prima dell’inizio dell’udienza, in cui erano presenti Corona, Persi e, anche l’attuale fidanzata di lui Silvia Provvedi, i giudici hanno vietato “l’uso dei cellulari in aula, non avendo autorizzato le riprese televisive e fotografiche del dibattimento” e hanno chiesto ai carabinieri di sorvegliare che nessuno facesse foto o immagini. Oltre ad ammettere i testi e i documenti richiesti come prove dal pm Alessandra Dolci, poi, il collegio ha ammesso anche tutte le fonti di prova delle difese, tra cui gli interrogatori in aula degli stessi imputati e le decine e decine di testimoni citati.

“Non sono, però, superflui”, ha chiarito in aula il legale Sirotti. “Il nostro obiettivo, infatti, è duplice – ha aggiunto – dimostrare, da un lato, che quei contanti sono somme incassate da attività assolutamente lecite (Corona si è sempre difeso, infatti, dicendo che si trattava del ‘nero’ delle sue serate nei locali, ndr) e andare a collocare nel tempo l’incasso di quelle somme”.

Per la difesa, infatti, potrebbe essere importante dimostrare che quei soldi sono stati percepiti prima di quando Corona venne sottoposto a misure di prevenzione, tra il 2012 e il 2014. Da qui anche la nomina di un consulente numismatico “per collocare nel tempo i contanti”. Molte delle testimonianze “su quelle somme – hanno chiarito i legali – saranno, però, rapide e poi, se ci saranno le condizioni, potremo anche rinunciare ad alcuni testi”.

La difesa di Fabrizio Corona, tra l’altro, ha depositato documenti per dimostrare “un pagamento di tasse prima dell’inizio dell’udienza preliminare e un’autofattura della società Atena (riconducibile a Corona, ndr) su quei 834 mila euro trovati in cassette di sicurezza in Austria e su cui Atena ha versato l’Iva”.

Restano ancora da pagare le imposte “su quei 1,780 milioni di euro incassati da Fenice (società di Corona, ndr) e trovati nel controsoffitto, ma c’è ancora tempo e i nostri professionisti sono al lavoro per questo”. Le “società di Corona”, ha detto l’avvocato Chiesa, “hanno versato dal 2008 in poi 9 milioni di euro di tasse”.

Tra gli atti depositati dalla difesa anche certificazioni mediche per dimostrare “lo stato di tossicodipendenza” di Corona e il “suo percorso terapeutico”. I giudici hanno fissato udienze per ascoltare i testimoni per il 9, il 16, il 21, il 23, il 28 e il 30 marzo e per il 6 aprile. Il prossimo 28 febbraio, invece, in Cassazione si discuterà sulla continuazione tra i reati delle condanne definitive dell’ex ‘re dei paparazzi’.

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