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Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo e quel video degli orrori

NAPOLI – Lui sta a terra sdraiato, le tre bambine ballano intorno a lui su una musica pop. Un video di pochi minuti. Lui è Raimondo Caputo, già in carcere e ora accusato di abusi sessuali e per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo.

Scrive Conchita Sannino di Repubblica: “Prima che Raimondo Caputo venisse incastrato per gli abusi e l’atroce delitto della piccola Fortuna detta Chicca, quel filmato in cui compare con le bimbe della sua compagna, è stato caricato su un telefonino e portato alle sorelline, anch’esse vittime di violenza, nell’istituto cui erano state affidate. Le vittime continuano ad avere nomi di fantasia: Anna, Laura e Franca, 11, 5 e 4 anni. A far recapitare loro quel cellulare, la loro madre Marianna, nonché compagna dell’indagato e oggi agli arresti domiciliari. Un gesto su commissione? Un caso? Un tentativo sinistro di tenerle legate a quel tunnel morboso, al clan dell’omertà? Il documento audio e video ora è depositato agli atti dell’inchiesta”.

I consulenti scrivevano: “Noi operatori della struttura abbiamo preferito non fare incontrare le bambine con il compagno della madre. Questa figura è apparsa a noi non sana per le bambine. La mamma delle bambine ha consegnato loro un cellulare privo di scheda dove è possibile visionare un video in cui questo Titò è sdraiato per terra vicino al divano, e le bambine ballano attorno a lui. Sembrano vestite”.

“Non ho ucciso Fortuna, non ero lì quando lei è caduta, né ho mai commesso abusi sessuali”. Raimondo Caputo, “Titò”, arrestato con la pesantissima accusa di aver ammazzato la piccola Fortuna Loffredo di 6 anni, gettandola dal balcone all’ottavo piano di un palazzo del Parco Verde di Caivano risponde alle domande del gip Alessandro Buccino Grimaldi; presente il pm di Napoli Nord Claudia Maone. E nega ogni addebito. Caputo sostiene davanti al giudice non solo di non aver mai ostacolato la giustizia ma anche di non aver nessun legame con la tragica scomparsa della bimba. L’uomo, già detenuto per violenza sui figli della sua convivente, ha respinto tutte le accuse e ha ribadito le posizioni tenute nel corso delle indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto Domenico Airoma. In particolare ha detto di non trovarsi nel luogo dove è morta Fortuna, di essere “un buon padre” e di “non aver commesso mai niente”.

 


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