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Genova, cinque giorni per risarcire le famiglie dei morti del Fereggiano

GENOVA – Cinque giorni. Questo il tempo che i tre condannati per omicidio colposo di sei persone nell’esondazione del rio Fereggiano a Genova avranno per risarcire le famiglie delle vittime. Dopo la condanna a Marta Vincenzi, ex sindaco di Genova, Francesco Scidone, ex asre della Protezione civile, e Gianfranco Delponte, ex direttore del settore Sicurezza di Tursi, ora arriva da parte dei legali delle parti civili l’ultimatum per liquidare i 4,5 milioni di euro stabiliti dal giudice Adriana Petri.

Marco Grasso e Matteo Indice sul Secolo XIX scrivono che le raccomandate sono state spedite e in caso di mancata risposta, gli avvocati delle vittime sono proti ad avvicare le procedure esecutive:

“In concreto gli imputati del processo potrebbero subire il sequestro di beni, conti correnti bancari e immobili. E, in parallelo, una procedura simile potrebbe essere estesa anche al Comune di Genova.

Le raccomandate sono partite ieri pomeriggio: «Ricevo incarico dai miei clienti, costituiti parte civile nel processo in oggetto, di ottenere l’immediato pagamento della provvisionale liquidata dal tribunale di Genova in sentenza. Li invito, quindi, all’immediato pagamento alla somma prevista, informandoli che, in difetto di riscontro, entro 5 giorni dal ricevimento della presente, dovrò, mio malgrado, dare corso al mandato ricevuto, avendo già avuto incarico di richiedere formula esecutiva del titolo»”.

A firmare la lettera-ultimatum sono i legali sono, scrive Il Secolo XIX:

“Giovanni Ricco e Nicola Scodnik (legali dei familiari di Shprese Djala e delle figlie Gioia, 8 anni, e Janissa, 10 mesi); Emanuele Olcese (che assiste la famiglia di Serena Costa); Maurizio La Cognata, Andrea e Maurizio Tonnarelli (difensori del marito e dei figli di Angela Chiaramonte, 40 anni); Francesco Di Mattei (che rappresenta il coniuge di Evelina Pietranera, 50 anni).

Tra loro c’è chi non ha gradito le dichiarazioni di Marta Vincenzi, subito dopo la lettura della sentenza: «Non è finita qui, io mi sento innocente, meno male che ci sono tre gradi di giudizio». Così Marco Costa, padre di Serena: «Ora gli imputati sono stati giudicati colpevoli, ma non hanno mai mostrato alcun segno di pentimento»”.


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