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Giancarlo Lavini, ex campione azzurro, muore dopo partita di pallamano

ROMA – L’ultima partita di pallamano gli è stata fatale: Giancarlo Lavini, 53 anni, ex campione azzurro, è morto dopo un allenamento con alcuni amici. Un malore improvviso a bordo campo, appena finita la partita, l’ambulanza che arriva, il ricovero al Sandro Pertini di Roma. Tutto inutile: Lavini è morto nel giro di pochi minuti. Una morte sulla quale però indaga la procura di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento contro ignoti. Scrive il Messaggero:

Il sospetto, ancora tutto da confermare, è che ci possano essere stati ritardi nei soccorsi, che la palestra non fosse attrezzata con un defibrillatore funzionante, o che lo strumento sia stato utilizzato troppo tardi. Nelle prossime ore il magistrato disporrà l’autopsia del cadavere e nominerà un medico legale. Solo al termine degli accertamenti autoptici sarà possibile avere risposte precise e fare chiarezza.

I fatti risalgono a lunedì sera. Verso le 21,30 Lavini era in compagnia dei compagni di squadra e si stava allenando. Era un’abitudine ormai consolidata: giocava ogni settimana con un gruppo di amici appassionati di sport come lui. Durante la partita è stato colto da un malore improvviso e si è accasciato al suolo, proprio a bordo del campo da pallamano. Gli amici hanno provato a rianimarlo senza successo e hanno subito chiamato i paramedici del 118. L’ambulanza è arrivata in una ventina di minuti e l’atleta, che aveva un pacemaker al cuore, è stato portato all’ospedale Sandro Pertini in via dei Monti Tiburtini. Nonostante i sanitari abbiano tentato ripetutamente di fare ripartire il battito con un defibrillatore, i soccorsi si sono rivelati inutili: per Lavini non c’è stato nulla da fare. Quando è arrivato al nosocomio, l’atleta era già morto.

Da qui la decisione della famiglia di rivolgersi da un avvocato e sporgere denuncia.

 


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