Blitz quotidiano
powered by aruba

Isabella Noventa, telecamere smontano tesi di Freddy Sorgato

PADOVA – Isabella Noventa, telecamere smontano tesi di Freddy Sorgato. Un delitto premeditato, studiato nei minimi particolari. Con tanto di sceneggiata per le telecamere: una falsa Isabella Noventa, che scendeva dall’Audi di quello che ha confessato di averla uccisa, l’ex fidanzato Freddy Sorgato e se ne andava per i fatti suoi.

Ma a far vacillare la versione di Freddy Sorgato (l’ho uccisa da solo, ma è stato un tragico incidente, un gioco erotico finito male) ci sono proprio le telecamere. Gli inquirenti, come racconta Lino Lava per il Gazzettino, sono convinti che ci fosse un piano. Che Freddy Sorgato e le sue due complici la sorella Debora e Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara, anche lei amante di Freddy avessero già studiato tutto. E che in particolare le due donne si trovassero a Noventa, a due passi da dove è avvenuto l’omicidio.

Lo dimostrano le telecamere di Noventa Padovana. Quelle telecamere che mostrano come durante l’ora del presunto gioco erotico le due donne girovagassero in macchina per il paese senza una apparente meta precisa. Poi, improvvisamente, poco dopo mezzanotte e mezzo, Debora Sorgato e Manuela Cacco si dirigono a casa di Freddy. Senza una telefonata. Sorgato non chiama le due per dire che c’è stata una disgrazia. Per gli inquirenti basta a dire che c’era un piano preciso: lui doveva uccidere, il cadavere doveva essere gettato nel fiume e poi i tre dovevano realizzare lo show di far inquadrare la falsa Isabella che girava per il Paese.

Scrive Lino Lava:

A mezzanotte e mezza Isabella era già morta e, stando alla confessione di Freddy, a quell’ora il suo corpo era stato gettato nel Brenta. Ebbene, mentre l’autotrasportatore ballerino di danze caraibiche occultava il cadavere dell’ex fidanzata, la sorella e l’amante giravano in auto per il centro di Noventa e lungo l’argine del Piovego. Le due donne sono arrivate a casa di Freddy alle 0,43 senza alcuna telefonata. A quell’ora è iniziata la sceneggiata verso piazza Insurrezione, dove le telecamere del centro storico dovevano riprendere la falsa Isabella Noventa, che scendeva dall’Audi di Freddy e se ne andava per i fatti suoi.
OMICIDIO PREMEDITATO – Il giudice delle indagini preliminari Cristina Cavaggion conferma la tesi della premeditazione contestata dal pubblico ministero Giorgio Falcone. “Le due complici del Sorgato intervengono senza bisogno di alcuna chiamata di aiuto da parte di quest’ultimo”, scrive il giudice Cavaggion. Nell’ordinanza di custodia cautelare si afferma che l’omicidio è stato studiato a tavolino. E alle 23,12 quando Freddy e l’ex fidanzata sono arrivati in via Sabbioni a Noventa dopo la pizza ad Albignasego, a casa dell’autotrasportatore, tutto era già stato calcolato e le due donne giravano in zona con le proprie macchine. “La messa in scena (della falsa Isabella nelle piazze ndr) per la sua machiavellica costruzione, non può trovare alcuna spiegazione sul piano storico e logico, se non in correlazione con l’uccisione volontaria e programmata di Noventa Isabella”, scrive il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare. Ed ancora:

“L’articolata messa in scena doveva fornire un alibi a chi aveva eseguito l’omicidio, il Sorgato Freddy, l’ultima persona che aveva visto la Noventa ed era stato con lei. D’altra parte, che si trattasse di un piano prestabilito e studiato a tavolino emerge chiaramente dal fatto che le complici del Sorgato si siano trovate nel posto giusto al momento giusto per svolgere il proprio ruolo, essenziale per la riuscita del piano, senza che risultino contatti telefonici finalizzati ad orchestrare all’ultimo momento i loro movimenti”.

Immagine 1 di 4
  • Isabella Noventa: incastrati da sms "assassini", auto, sim
Immagine 1 di 4