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Isis, veggente Cornacchiola: “Scorrerà sangue a San Pietro”

ROMA  –  Isis, un veggente l’aveva previsto? Il punto interrogativo è d’obbligo, eppure le parole di Bruno Cornacchiola, morto nel 2001, farebbero pensare proprio agli jihadisti del cosiddetto Stato Islamico. 

“Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre. (…) Ho visto scorrere molto sangue a San Pietro. La chiesa ridotta ad una masso di rovine”: era il 1999 quando queste parole furono pronunciate da Cornacchiola, ex anticattolico convertitosi alla religione dopo quella che lui sosteneva essere stata una apparizione della Madonna.

Le parole sono contenute in quaderni e diari che testimonierebbero anche come Cornacchiola avrebbe previsto fatti importanti del Novecento come la tragedia di Superga, l’attentato alle torri Gemelle, l’assassinio di Aldo Moro e il ferimento di papa Giovanni Paolo II. E tra le ultime rivelazioni c’è un “castigo” in arrivo da Oriente.

Cornacchiola sostenne di aver visto, insieme ai suoi tre figli, una ragazza di grande bellezza, la Vergine della Rivelazione. L’episodio risale al 12 aprile del 1947 e sarebbe accaduto a Roma, alle Tre Fontane.

 

Cresciuto in una grande povertà nella Roma di inizio Novecento, senza alcuna istruzione ed educazione, Cornacchiola fu personaggio irruento tanto da meditare di uccidere il Papa. Protestante, comunista, mangiapreti, fino a quel giorno in cui le appare la bella ragazza vestita di verde che gli cambia la vita.

Torna al cattolicesimo, che pur aveva conosciuto da bambino, e per mezzo secolo si fa custode di una lunga serie di messaggi da parte della Madonna. Tutte le rivelazioni sono state consegnate al Vaticano che finora non ha ritenuto opportuno diffonderle. Come anche non ha mai ufficialmente riconosciuto le apparizioni, anche se Cornacchiola non fu osteggiato; anzi ebbe anche modo di incontrare personalmente Pio XII, nel 1949, e confessargli anche di aver pensato di assassinarlo.

Tanti i “sogni o segni”, gioco di parole usato dallo stesso Cornacchiola per definire le sue visioni, che in qualche modo sono diventati ricollegabili a fatti dopo accaduti. Il 30 marzo del 1949 scrive: “Questa mattina ho fatto un brutto sogno. Mi pareva di vedere un aereo andare a fuco e sopra vi era scritto: Torino. Che sarà?”; il 4 maggio successivo la tragedia di Superga.

Il 31 gennaio del 1978 sogna Aldo Moro che gli dice: “Ma tu non sei quello della Madonna? Prega per me perché ho un cattivo presentimento”. Il 16 marzo il rapimento dello statista; e il 25 marzo Cornacchiola sogna “che avevano trovato Moro dentro una macchina, tutto crivellato di pallottole”, scena sotto gli occhi di tutta Italia il successivo 9 maggio.

E ancora prevede la crisi del clero e le ruberie interne agli ordini religiosi. E così via fino ad arrivare agli “ultimi appelli”, quelli dei colpi sferrati dal un popolo d’Oriente. “Ho visto scorrere molto sangue a San Pietro. La chiesa ridotta ad una masso di rovine”, negli ultimi messaggi.

 


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