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Katia Dell’Omarino uccisa: forse accettato passaggio da assassino

SANSEPOLCRO (AREZZO) – Katia Dell’Omarino, la 40enne trovata morta lungo il greto del torrente Afra a Sansepolcro (Arezzo), potrebbe aver accettato un passaggio dal suo assassino: è una delle ipotesi sui cui lavorano i carabinieri.

Secondo la ricostruzione fatta dai militari attraverso la testimonianza della madre che l’aspettava a casa, Katia è uscita dopo cena come era solita fare. La sua auto una Citroen rossa è stata ritrovata vicino alla piscina di Sansepolcro, zona lontana dal luogo del ritrovamento del cadavere, da un passante la mattina dopo. Gli investigatori ritengono che sia arrivata con un passaggio forse chiesto proprio al suo assassino.

Le indagini restano ancora a tutto campo: tra le ipotesi, quella di una lite oppure di un incontro finito in tragedia. Intanto giovedì sarà effettuata l’autopsia sul corpo della donna che sarebbe stata assassinata nella notte tra lunedì e martedì con un corpo contundente forse trovato sul posto da qualcuno, ma al momento introvabile. La cassa cranica presenta due fori compatibili con un sasso appuntito o un punteruolo. Scrive La Nazione:

Due colpi sferrati con violenza in testa, uno alla fronte e uno dietro un orecchio, con un martello o un oggetto trovato lungo il torrente. Così è stata uccisa, la notte scorsa, Katia dell’Omarino, 40 anni, di Sansepolcro, a meno di un chilometro dalla sua abitazione, nel quartiere Riello del paese della Valtiberina. Il corpo è stato trovato sul greto del torrente Afra: l’assassino, dopo averla colpita, l’avrebbe spinta lungo la leggera scarpata, dove sono state trovate numerose tracce di sangue, vicino al ponte di San Francesco, che la gente conosce però come ‘ponte del diavolo’. A vedere il corpo, intorno alle 9, alcune persone che passavano sulla strada e hanno dato l’allarme Sul posto i carabinieri, il 118 e i vigili del fuoco per il recupero. I militari hanno notato che la donna aveva la testa fracassata e il volto insanguinato.

E’ stata proprio prima ricognizione sul cadavere a permettere di accertare che non si trattava di una caduta accidentale o di un suicidio.


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