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Milano, spray urticante in metro Duomo: 7 intossicati

MILANO – Lite tra migranti alla fermata Duomo della metropolitana di Milano: uno spruzza dello spray urticante, forse uno di quelli al peperoncino. Sette intossicati. Ma per diversi minuti si è temuto il peggio.

Domenica 15 maggio intorno alle 20 tre uomini, immigrati africani, si sono messi a discutere sul treno della metropolitana rossa (linea 1). Scesi alla stazione Duomo, uno dei tre, forse per difendersi da uno degli altri due, ha spruzzato dello spray al peperoncino. La cosa, però, nei corridoi della metropolitana ha avuto effetti anche sugli altri passanti.

Sette di loro sono rimasti intossicati, con forti bruciori agli occhi e alla gola, difficoltà a respirare e persino a parlare. Ma per diversi minuti si è temuto il peggio, come ha raccontato uno dei sette ad Andrea Galli e Cesare Giuzzi del Corriere della Sera:

“Sui gradini (della metropolitana, ndr) sono stato avvolto da una nuvola acre. Ho iniziato a tossire, si è bloccata la lingua, faticavo a respirare. Ho avuto paura. Forse mi sono suggestionato, ma di questi tempi ho subito pensato al peggio”.

Lui e altri sei sono stati medicati sul sagrato del Duomo. La stazione della metropolitana è stata chiusa per mezz’ora e la circolazione dei treni bloccata. I tre migranti sono stati identificati dai carabinieri e accompagnati in caserma. Intorno alle 20:30, dopo il via libera dei vigili del fuoco, l’Atm ha fatto ripartire i treni. Tre le ambulanze accorse sul posto. Due dei sette intossicati sono stati trasportati in codice verde al Policlinico.

 

Scrivono Galli e Giuzzi sul Corriere della Sera:

Gli investigatori hanno acquisito i filmati del circuito interno di telecamere. Un altro intossicato, il primo medicato a bordo dell’ambulanza parcheggiata sul lato di piazza Duomo verso via Mengoni, per lunghi minuti non è riuscito a parlare, forse a causa dello choc. Quando, assistito da due soccorritori del 118, si è ripreso, ha raccontato: «C’era una persona alle spalle che mi diceva e intanto mi spingeva: “Corri, muoviti”. Ma io non capivo cosa stesse succedendo». Come lui, decine di persone che, all’annuncio dell’interruzione del metrò, sono scappate fuori, nella convinzione di doversi lasciare alle spalle una grave emergenza.


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