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Pordenone, profughi protestano: “Ridateci wi-fi libero”

PORDENONE – Si sono radunati in una cinquantina, metà di loro richiedenti asilo, per riavere il wi fi libero nel parco. Succede a Pordenone dove da qualche settimana è in corso un braccio di ferro con l’amministrazione sulla rete wi-fi, “spenta” nei parchi e nelle aree verdi cittadine. Il motivo? Lo spiega il Giornale:

La decisione è arrivata in seguito alle lamentele e segnalazioni dei cittadini della città friulana, spiega il sindaco neo-eletto, Alessandro Ciriani. “La massiccia presenza dei profughi nei parchi e nella aree pubbliche da tempo sta ingenerando preoccupazione nella popolazione, tanto da indurre le famiglie a frequentare sempre meno questi luoghi pubblici”, scrive il primo cittadino di centro-destra sul sito del Comune di Pordenone. I migranti, infatti, si radunerebbero sempre più spesso nei parchi e nelle aree pubbliche per approfittare della connessione gratuita, e per molti cittadini questo rappresenterebbe un problema legato alla sicurezza. Stessa situazione anche ad Udine, dove il sindaco Furio Honsell, stavolta di centro-sinistra, ha dovuto “prendere una decisione analoga”, abbassando la potenza del servizio per evitare il numero troppo elevato di accessi.

Insomma i migranti approfittavano della rete libera per poter sentire i propri cari rimasti nei Paesi d’origine, magari coinvolti in guerre. L’intenzione dell’amministrazione è di riattivare gradualmente il wi-fi, introducendo un servizio di accreditamento con identificazione alla rete, che fino ad oggi era utilizzabile senza alcuna autorizzazione.


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