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Vigilessa, gare di atletica in malattia. Sospesa sei mesi

IMPERIA – Mentre era in malattia aveva partecipato a delle gare di salto in lungo: adesso la vigilessa Adriana Fausto è stata sospesa sei mesi. Ma lei, attraverso il suo avvocato, non ci sta e sostiene che nonostante quello che ha fatto sei mesi senza stipendio sono troppi.

Adriana Fausto, spiega Maurizio Vezzaro sul quotidiano La Stampa, è in servizio nei vigili urbani di Imperia da 25 anni. Durante un periodo di malattia per un problema al ginocchio, però, la vigilessa ha partecipato a due riunioni di atletica leggera con la maglia della Maurina, vincendone persino una.

Aveva anche postato le foto su Facebook, pensando di essere in regola, scrive La Stampa. Ma per i giudici non è così. La vigilessa è stata rinviata a giudizio con l’accusa di truffa e sospesa dal lavoro per sei mesi senza diritto di percepire lo stipendio.

Ecco quanto racconta Vezzaro sulla Stampa:

“Ai due episodi che gli sono costati il rinvio a giudizio per truffa – il processo si terrà il prossimo 10 ottobre davanti al giudice Luppi – la commissione disciplinare del Comune presieduta dal capo del personale Maria Teresa Anfossi ha aggiunto nuove contestazioni. La ricostruzione dei periodi in cui Adriana Fausto era stata assente per malattia ha fatto emergere ulteriori anomalie nella sua condotta. Quanto gravi? I sei mesi di stop forzato sono indice di questioni molto serie.

(…) Contro la sospensione dal servizio il suo avvocato, il legale Roberto Trevia, ha presentato ricorso urgente al giudice del lavoro. La data della discussione deve ancora essere fissata. Trevia anticipa alcuni argomenti che costituiranno le fondamenta delle tesi difensive: «Dei nuovi episodi contestati non c’era mai stata data notizia. Ciò, dal punto di vista del Diritto, è inammissibile in quanto urge il principio della tempestività e della immodificabilità. Si può lasciare così a lungo senza stipendio un proprio dipendente, per punizione, facendogli mancare del tutto il sostegno economico?», è la domanda che si pone Trevia e che farà al giudice”.


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