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Aereo Malaysia scomparso, resti trovati in Mozambico

ROMA – I due resti del relitto di un aereo trovati di recente in Mozambico appartengono “molto probabilmente” al Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo 2014 con 239 persone a bordo. Lo riferiscono le autorità australiane in seguito all’analisi dei due detriti. “L’esame ha concluso che i rottami appartengono quasi certamente al MH370″, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti australiano, Darren Chester, riferisce la Cnn. Uno dei pezzi dell’aereo è stato trovato da un americano, mentre l’altro è stato recuperato da una famiglia sudafricana in vacanza in Mozambico. Entrambi sono stati poi portati in Australia per le verifiche. Un team di investigatori della Malaysia ha stabilito che entrambi i pezzi sono consistenti con i pannelli del Boeing 777, ha aggiunto il ministro.

A settembre 2015 era stato trovato un frammento di ala sulla costa dell’isola della Réunion, nell’oceano Indiano. Subito la conferma: apparteneva davvero all‘aereo MH370 di Malaysia Airlines, misteriosamente scomparso l’8 marzo 2014 con 239 persone a bordo, mentre viaggiava da Kuala Lumpur a Pechino. Per ottenere un’identificazione certa, spiegava in una nota la procura di Parigi, è stato necessario combinare le analisi scientifiche, svolte dagli esperti della Direzione generale degli armamenti del ministero della Difesa transalpino in un laboratorio vicino a Tolosa, con un’indagine più tradizionale.

I tecnici hanno infatti rilevato “tre numeri all’interno del flap”, un componente dell’ala che si alza o abbassa durante decollo e atterraggio per migliorare l’aerodinamica. Questi numeri hanno permesso di collegare il pezzo alla filiale Difesa e Spazio del gruppo Airbus, che fornisce a Boeing questo tipo di componenti per i velivoli 777, il modello di aereo del volo MH370. A quel punto, una serie di dati tecnici e “l’udienza di un tecnico dell’azienda” hanno permesso di “associare formalmente” il rottame ritrovato al volo scomparso.

Ora, la speranza degli inquirenti francesi, malesi e cinesi è che i frammenti ritrovati finora possano dare qualche risposta sulla sorte toccata al velivolo, e magari anche permettere di ritrovarne la carcassa, seguendo all’indietro il percorso che potrebbe aver compiuto.