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Amanda Knox: “Soffro di stress post traumatico”

SEATTLE – A più di un anno dalla definitiva assoluzione Amanda Knox è ancora perseguitata dai fantasmi del passato. A raccontarlo nella sua colonna sul quotidiano West Seattle Herald è la stessa 28enne, ex imputata al processo di Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher. Nell’articolo Amanda racconta di aver recentemente sofferto di disturbi da stress post-traumatico: piccoli attacchi di panico innescati da una brutta infezione renale.

Piegata in due dal dolore tra le braccia del suo fidanzato, il ricordo di quei quattro anni trascorsi in carcere in Italia, dopo la condanna a 26 anni per l’omicidio della sua compagna di stanza, sono riaffiorati con prepotenza. In seguito alla prima assoluzione nel 2011 la Knox è rientrata negli Stati Uniti e ha potuto contare sull’affetto dei suoi cari e un folto popolo di innocentisti, ma la prigionia, racconta, la perseguita ancora nei momenti più inaspettati. Come quando in fila al negozio di alimentari le sembra di tornare a quando faceva la fila per le perquisizioni prima di rientrare in cella.

Così è accaduto quando l’infezione renale l’ha costretta a letto: il dolore fisico ha innescato il ricordo del dolore esistenziale di quando era dietro le sbarre. E’ scoppiata a piangere, violentemente e nessuna parola del suo compagno, che non chiama mai per nome, poteva esserle di conforto.

Questi momenti – osserva – l’hanno portata a provare empatia per altre persone scagionate come lei da pesanti accuse, o con tutti quelli che faticano a riprendersi dopo eventi particolarmente drammatici, come ad esempio uno stupro. “Questi tipi di dolore – spiega – sono complessi e tuttavia ci aspettiamo da noi stessi e dagli altri di superarli e voltare pagina. E se i ricordi dolorosi di qualcuno continuano ad innescarsi ostinatamente da circostanze banali, li giudichiamo male perché si crogiolano nel vittimismo”.