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Argentina, Santiago Maldonado: morte attivista pro “mapuches” oscura voto amministrativo

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Santiago Maldonado, l’attivista pro “mapuches” morto a 28 anni

BUENOS AIRES – Elezioni legislative del tutto anomale quelle in corso oggi 22 ottobre in Argentina. Al centro dell’appuntamento elettorale c’è un cadavere: quello di Santiago Maldonado, il giovane attivista morto misteriosamente in Patagonia durante una protesta dei “mapuches”, popolo originario del Cile centrale e meridionale e del sud dell’Argentina.

Santiago era sparito il primo agosto durante un’azione della gendarmeria nel corso di una protesta in difesa dei diritti dei ‘mapuches’. Il governo aveva a sua volta reagito tardi e male, senza capire che si trattava di una vicenda dirompente. Dopo più di due mesi di ricerche, martedì scorso è stato rinvenuto un cadavere nelle acque di un fiume della Patagonia, nel punto in cui era scomparso Maldonado.

Per tre giorni i familiari hanno evitato di confermare che il corpo fosse quello di Santiago. Ma venerdì, durante l’autopsia, il fratello del ragazzo, Sergio, ha riconosciuto il cadavere grazie a dei tatuaggi. Ora bisognerà capire se il decesso è avvenuto per un incidente, forse mentre Santiago fuggiva dai gendarmi, o se sia invece stato ucciso.

Non si esclude inoltre che il ragazzo sia morto altrove e il corpo sia stato portato successivamente nel punto dove è stato rinvenuto. Ormai da molte settimane il caso Maldonado pare essere l’unica cosa che interessa agli argentini, che attendono appunto dall’esito dell’autopsia una risposta a queste domande. Una cosa è certa: dopo gli anni bui del regime, il paese non vuole mai più sentir parlare di persone che spariscono nel nulla.

Qualche progresso nelle indagini è stato proprio a seguito dell’autopsia: sul corpo non ci sono segni di violenza o di colpi d’arma da fuoco. A quanto pare Santiago è morto affogato. “Non ci sono lesioni, tutti i periti di parte sono d’accordo”, ha puntualizzato il giudice Gustavo Lleral, precisando che per sapere le cause della morte bisognerà attendere due settimane.

Un passo avanti, anche se rimane la spaccatura tra chi, come i familiari, punta sul possibile coinvolgimento nella morte della gendarmeria, e quindi sulla responsabilità politica del governo, e chi invece ritiene che l’esecutivo non abbia colpe. “Proprio il fatto che non ci siano lesioni sul corpo smentisce molti testimonianze e apre altre ipotesi”, ha fatto notare il ministro della giustizia, German Garavano.

Le elezioni di questa domenica in Argentina sono importanti su tanti fronti. Si vota per rinnovare un terzo del senato (24 seggi) e la metà (127) dei deputati. Non solo, secondo i sondaggi i risultati dovrebbero spianare la strada fra due anni ad un secondo mandato alla Casa Rosada di Mauricio Macri.

Non si esclude inoltre una sconfitta della ex ‘presidenta’ Cristina Kirchner (64 anni), che potrebbe aprire un regolamento di conti nel peronismo e un ricambio interno politico e generazionale. Ma tutti questi aspetti, così come i programmi politici sia del ‘macrismo’ sia del peronismo e degli altri partiti, sono stati completamente eclissati dal ‘dossier Maldonado’.

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