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Australia: si frattura le gambe e non può più lavorare. Espulso perché…

CANBERRA – Un giovane inglese salta disperato da un balcone dell’ostello per sfuggire al suo aggressore, riporta la frattura di entrambe le caviglie ma ora il riposo forzato potrebbe costargli l’espulsione dall’Australia. La burocrazia non tiene conto dei terribili momenti passati dal ragazzo.

Chris Porter, ventunenne, a causa delle fratture non ha potuto completare gli 88 giorni di lavoro nel settore agricolo, che garantiscono l’estensione di un altro anno della work visa australiana. Il giovane, sfuggito alla furia omicida di un folle aggressore, sostiene di non aver potuto terminare il lavoro a causa delle fratture riportate nell’orribile aggressione: “E’ frustrante. Ho fatto tutto seguendo le regole e ora è come se mi sentissi punito”. “Non è colpa mia se non ho potuto terminare il lavoro”, riporta il MailOnline.

Porter è stato costretto a saltare dal balcone dell’ostello di Shelley a Home Hill, Queensland, in cui viveva, poiché il presunto assassino Smail Ayad nella furia omicida aveva accoltellato altri due turisti inglesi, Mia Ayliffe-Chung e Tom Jackson. La Ayliffe-Chung è morta sul posto mentre Jackson è deceduto meno di una settimana dopo.

Porter, che durante l’aggressione ha avvertito i ragazzi dello Shelley Hostel di entrare nelle stanze e bloccare le porte, sostiene che ora rischia l’espulsione poiché non ha completato il ciclo di lavoro e non può dunque beneficiare di un secondo visto della durata di un anno.

E’ stata lanciata una petizione online per chiedere al ministro dell’immigrazione australiano, Peter Dutton, di riconoscere l’atto eroico di Chris e “permettergli di rimanere nel paese oltre il 2 gennaio, termine della permanenza”.

La frattura di entrambe le caviglie, ha impedito al giovane di camminare per un mese e mezzo e non ha potuto concludere il faticoso lavoro agricolo utile a estendere il visto.

Porter afferma di voler rimanere in Australia, dove attualmente lavora come promoter di un night club a Surfers Paradise nel Queensland, luogo in cui vive anche il fratello Aaron.

Non è chiaro il motivo per cui Porter sia in grado di lavorare come promoter di un night club ma non possa tornare al lavoro agricolo. Ai sensi della normativa australiana, solo alcuni tipi di lavoro consentono una estensione del visto, di solito si tratta di raccolta di frutta in zone rurali e remote.

Nonostante la ricerca di aiuto da parte del consolato britannico, che lo ha consigliato di scrivere all’ immigrazione per spiegare la sua situazione, Porter ha detto che all’inizio del 2017 dovrà ugualmente affrontare l’espulsione.

“All’immigrazione hanno affermato che non possono fare eccezioni, non è mai accaduto”. “E’ ridicolo ma non prenderanno in considerazione nessuna richiesta”.


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