Blitz quotidiano
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Dacca, Simona Monti era incinta

DACCA – Simona Monti, una delle nove vittime italiane di Dacca, aveva appena scoperto di aspettare un bambino e per questo i suoi piani in Bangladesh erano saltati.

Al fratello, sacerdote della diocesi di Avellino, aveva confidato la gravidanza e gli aveva detto che voleva partorire in Italia accantonando per almeno un anno i viaggi di lavoro che l’avevano portata prima in Cina e poi in Bangladesh, dove venerdì ha trovato una orribile morte per mano di un commando Isis che ha assalto l’Holey Artesan Bakery, dove sono rimasti uccisi altri 8 italiani mentre uno risulta ancora disperso. “Questa esperienza di martirio per la mia famiglia e il sangue di mia sorella Simona spero possano contribuire a costruire un mondo più giusto e fraterno”. Sono le parole di don Luca Monti, il fratello di Simona, a nome della famiglia distrutta dal dolore. Alfredo Graziani il sindaco di Magliano Sabina spiega all’Ansa che “Simona amava l’Italia e più di tutto avrebbe desiderato rimanere e lavorare qui. Viveva all’estero da tanto perché lì aveva trovato lavoro”.